David Coulthard ha indicato Max Verstappen come il migliore nel confronto con Lewis Hamilton, legando la scelta a un tema preciso, l’evoluzione generazionale e la fase diversa delle loro carriere. L’ex pilota scozzese sottolinea la mentalità diretta di Max, la sua presenza costante e un rendimento che continua a crescere. Nel ragionamento entra anche il confronto interno di Hamilton con i compagni e il verdetto che in F1 pesa più di tutto, il cronometro.

Perché Coulthard sceglie Max, l’idea di evoluzione in F1

Il punto di partenza del ragionamento di Coulthard è quasi filosofico, ma in Formula 1 diventa molto concreto, ogni epoca tende a produrre un riferimento che spinge l’asticella più in alto. In questa logica Verstappen rappresenta la versione più moderna e più “affilata” del pilota di vertice, velocità pura, capacità di cambiare stile in base alla macchina, gestione del rischio e lucidità nelle fasi decisive. Hamilton viene riconosciuto come un campione enorme, ma Coulthard insiste sul fatto che oggi i due siano in momenti diversi, uno in piena spinta, l’altro più vicino alla fase in cui l’esperienza deve compensare qualcosa che non è più automatico come prima. Il tema non è demolire Lewis, è inquadrare un contesto sportivo dove il tempo passa per tutti, e dove l’evoluzione, anche fisica e mentale, pesa quanto la tecnica. In un campionato che a fine 2025 ha visto Verstappen già quattro volte campione del mondo, e Hamilton alle prese con il primo anno in Ferrari al fianco di Leclerc, questa lettura diventa ancora più tagliente perché mette sul tavolo un confronto che non è solo di palmarès, ma di presente.

Carattere, comunicazione e “presenza”, l’identikit di Verstappen

Nella valutazione di Coulthard entra anche la dimensione personale, Verstappen viene descritto come un pilota estremamente lineare, uno che non recita, che non addolcisce la realtà quando qualcosa non gli torna. Per l’ex pilota questa qualità è tutt’altro che secondaria, perché riflette una sicurezza interna che si vede poi in pista, soprattutto nei momenti in cui la pressione stringe. Max, secondo questa chiave di lettura, è uno che si assume il peso delle proprie posizioni, che sia contento o contrariato, e che non si nasconde dietro formule di circostanza. "Scelgo Max, e non mi sorprende dirlo, perché credo che ogni generazione debba alzare il livello, è così che lo sport si muove in avanti". Subito dopo Coulthard mette a fuoco anche la differenza di fase tra i due, con Hamilton che è stato straordinario, ma oggi appare meno dominante in alcuni aspetti rispetto al suo standard storico. "C’è un passaggio naturale tra epoche, Lewis è stato incredibile, però in certe aree non lo vedo più allo stesso livello di prima". E poi l’affondo sulla personalità di Verstappen, presentato come uno che non ha filtri, ma non per istinto, per coerenza. "Max è molto concreto, quando è nel paddock è semplicemente se stesso, e quando qualcosa non gli piace lo dice senza girarci intorno, si prende la responsabilità delle sue convinzioni".

Il metro più duro, compagni di squadra, cronometro e bandiera

Il passaggio più pesante dell’analisi riguarda però il rendimento misurabile, quello che non vive di percezioni. Coulthard mette Hamilton davanti a un benchmark inevitabile, il confronto con chi guida la stessa macchina. E qui entra il tema degli ultimi anni, secondo l’ex pilota i più grandi non hanno bisogno di scuse, perché almeno pareggiano il compagno, spesso lo battono, e da qualche stagione questa fotografia non sarebbe più netta per Lewis. "Se guardi i veri fuoriclasse, di norma tengono testa al compagno o lo mettono dietro, e negli ultimi anni non ho avuto l’impressione che Lewis lo abbia fatto contro Russell, e nemmeno che lo stia facendo contro Leclerc". Poi la chiosa che sintetizza tutto il ragionamento, togliendo di mezzo simpatie e narrative. "Quando metti da parte le preferenze personali restano due giudici soltanto, il cronometro e la bandiera a scacchi, tutto il resto è opinione". In questa logica, Coulthard suggerisce che la velocità assoluta di Hamilton non sia più quella che lo rendeva inavvicinabile, mentre Verstappen continua a crescere, come se avesse ancora margine, come se non avesse ancora finito di aggiungere strati al suo pacchetto. "Per Lewis serve un rispetto enorme, ma la sensazione è che Max stia ancora migliorando, e che ci sia altro in arrivo".

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Sezione: News / Data: Gio 08 gennaio 2026 alle 17:28
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate
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