Isack Hadjar ha parlato nella conferenza di Abu Dhabi raccontando emozioni, ambizioni e mentalità con cui entrerà in Red Bull nel 2026. Per il francese si tratta del momento più importante della carriera, l’inizio di una nuova avventura in contemporanea con il cambio regolamentare. Hadjar ha spiegato come non ci sia stata una telefonata precisa, ma un dialogo diretto con Marko che gli ha confermato l’ingresso nel team. Da gennaio inizierà il lavoro con la squadra. Il pilota ha parlato anche del rapporto con Max Verstappen, della fame del campione olandese e della necessità di adattarsi rapidamente a una vettura completamente nuova. Nessuna interferenza nella lotta per il titolo 2025, con Hadjar che indica Norris come favorito.
Hadjar racconta la chiamata Red Bull e l’emozione del debutto
L’ingresso in Red Bull coincide per Hadjar con una svolta nella sua carriera e con il momento in cui inizia una nuova era tecnica per la Formula 1. Il francese ha descritto così le sensazioni legate al suo arrivo nel team campione del mondo: "è un momento bellissimo della mia carriera, tutto il lavoro degli ultimi anni viene premiato, l’inizio di una nuova avventura nel tempismo perfetto perché entriamo in un’altra era". Nessuna telefonata iconica, nessun annuncio improvviso, solo un confronto diretto con Marko che gli ha comunicato le intenzioni della squadra. Hadjar lo ha spiegato così: "non c’è stato un momento preciso in cui mi hanno detto sei il nuovo pilota, parlando con Marko mi ha semplicemente fatto capire che avrei guidato la Red Bull e che dovevo esserne all’altezza". Il pilota ribadisce che non partirà con aspettative eccessive, consapevole che il lavoro vero inizierà a gennaio, quando dovrà conoscere il team e costruire le basi del progetto.
Nessun ruolo nel finale 2025, Norris favorito per Hadjar
Hadjar ha voluto chiarire che non sarà un elemento determinante nella lotta al titolo di questa stagione. Il suo approccio all’ultimo GP è distaccato e rispettoso, concentrato più sull’osservazione che sull’intervento. Lo ha spiegato con parole semplici e dirette: "non penso di competere con nessuno di loro, né di essere influente o di disturbare qualcuno, la macchina dell’anno prossimo sarà completamente diversa quindi non avrebbe senso immaginare un ruolo in questa battaglia". Alla domanda su chi vincerà il Mondiale, la risposta è stata immediata: "Lando". Il francese ha aggiunto che l’adattamento alla nuova vettura sarà cruciale e che il lavoro inizierà dal rapporto con gli uomini Red Bull. L’obiettivo è comprendere rapidamente la filosofia tecnica del progetto 2026. Hadjar sa che il nuovo regolamento cambierà tutto e dovrà capire come massimizzare una vettura che non ha alcuna continuità con il passato.
Modello Verstappen, mentalità comune e ambizioni per il futuro
Uno dei passaggi più interessanti della conferenza è stato il riferimento a Verstappen, un esempio e un confronto impegnativo per chiunque entri nel team. Hadjar ha sottolineato un punto fondamentale: la fame dell’olandese. La sua riflessione è stata chiara: "quello che trovo impressionante è che dopo quattro mondiali ha ancora molta fame e si arrabbia perché vuole sempre vincere, non sono sicuro che ogni campione sia capace di mantenere questo livello, alcuni rallentano, lui no". Hadjar ha spiegato di riconoscersi in quella mentalità, convinto che questa affinità possa essere un punto di forza: "abbiamo qualcosa in comune nella testa, e questo è positivo, cerco di osservare molto quello che fa". La prospettiva di entrare in un team campione del mondo lo motiva profondamente. Lo ha espresso così: "da piccolo vedevo Vettel vincere con questa squadra e ora essere compagno di Max mi stimola nel misurarmi col livello più alto della Formula 1". Per Hadjar il passaggio in Red Bull, scoperto tardi e confermato in Qatar, rappresenta il coronamento di un percorso e l’inizio della sfida più grande della sua vita sportiva.
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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