Nel mondo della Formula 1, battere il compagno di squadra in qualifica è uno dei parametri più chiari per misurare il talento puro di un pilota. Alcuni record sono rimasti impressi nella storia per la loro straordinaria continuità, a testimonianza della costanza e della capacità di spremere la monoposto al limite in ogni sessione di qualifiche. Da Michael Schumacher a Alexander Albon, ecco i piloti che hanno stabilito le strisce più lunghe della storia.

I record più impressionanti

🇩🇪 Schumacher: 56 GP consecutivi, da Kyalami 1992 a Ungheria 1995

🇹🇭 Albon: 47 GP consecutivi, da Austria 2022 a Italia 2024

🇧🇷 Senna: 44 GP consecutivi, da Zandvoort 1985 a Detroit 1988

🇧🇷 Piquet: 36 GP consecutivi, da Monza 1979 a Spa 1982

🇬🇧 Russell: 36 GP consecutivi, da Australia 2019 a Bahrain 2020

🇪🇸 Alonso: 36 GP consecutivi, da Ungheria 2024 a Abu Dhabi 2025

🇳🇱 Verstappen: 33 GP consecutivi, da Monaco 2023 a Monza 2024

🇳🇱 Verstappen: 31 GP consecutivi, da Singapore 2024 a Abu Dhabi 2025

🇫🇮 Keke Rosberg: 30 GP consecutivi, da Imola 1980 a Austria 1982

🇮🇹 Alboreto: 29 GP consecutivi, da Vegas 1981 a Zandvoort 1983

La sfida interna come misura del talento

Queste strisce mostrano quanto la F1 non sia solo questione di vittorie in gara, ma anche di continuità, precisione e pressione costante. Battere il compagno di squadra weekend dopo weekend significa saper estrarre ogni decimo di secondo dalla macchina, adattarsi a condizioni variabili e gestire lo stress in pista. Piloti come Schumacher, Senna o Verstappen hanno trasformato questa capacità in un vero e proprio marchio di fabbrica, consolidando la loro reputazione come piloti dominanti nelle qualifiche, capaci di mettere sotto pressione anche i compagni più esperti e di alzare continuamente l’asticella delle performance in F1.

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Sezione: News / Data: Dom 04 gennaio 2026 alle 10:50
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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