L’addio di Helmut Marko alla Red Bull Racing continua a generare dibattito nel paddock. Dopo oltre vent’anni come figura centrale nel progetto sportivo e nel vivaio piloti della squadra, la sua uscita di scena non è stata letta solo come un pensionamento naturale, ma come un segnale di cambiamento interno profondo. Secondo l’ex pilota Juan Pablo Montoya, dietro al passo indietro di Marko ci sarebbero motivazioni legate alla perdita reale di influenza all’interno dell’organizzazione, con un team che oggi pone l’accento su nuove gerarchie e un approccio diverso alle decisioni chiave.
Un ruolo che si è svuotato di significato
La lettura di Montoya sul ritiro di Marko non è ambigua: per l’ex pilota colombiano, l’austriaco si sarebbe reso conto di non avere più il potere decisionale di un tempo. “Helmut ha capito di non avere più alcun potere: prima controllava scelte importanti come quelle dei piloti, ora ogni decisione richiede approvazione esterna”, ha dichiarato, sottolineando come la progressiva erosione dell’autonomia personale possa aver reso insostenibile la permanenza di una figura fino ad allora abituata a dettare direttive. Montoya ha anche evidenziato che, in un contesto dove le autorizzazioni e i pareri si moltiplicano, chi ha vissuto per anni con ampia libertà operativa potrebbe sentirsi un semplice “dipendente” e non più il protagonista di una strategia sportiva.
Una rivoluzione interna più ampia
L’uscita di Marko si inserisce in una più ampia trasformazione interna alla Red Bull dopo la controversa rimozione di Christian Horner dalla guida del team e la successiva riorganizzazione manageriale. La squadra ha già visto altri pezzi storici lasciare il progetto, e la volontà di aprire una nuova era in vista del 2026 – con la creazione di un proprio motore e una visione tecnica rinnovata – potrebbe aver ridisegnato equilibri e poteri. Secondo alcune interpretazioni, nonostante Marko abbia smentito pressioni esterne, la percezione di non avere più il controllo sulle scelte chiave potrebbe aver accelerato la sua decisione di ritirarsi. Questa dinamica riflette i mutamenti in corso a Milton Keynes, dove l’esperienza e il ruolo storico di figure come Marko si confrontano con le esigenze di un’impresa in evoluzione, pronta a entrare nella nuova era regolamentare con un assetto diverso rispetto al passato recente.
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