L’ex pilota colombiano Juan Pablo Montoya ha acceso il dibattito sul primo titolo iridato di Lando Norris, offrendo una visione tanto netta quanto provocatoria. Secondo Montoya, la stagione straordinaria dell’inglese in F1 2025 non è stata solo frutto del suo talento, ma soprattutto della superiorità tecnica della McLaren. Il colombiano ha elogiato il titolo conquistato da Norris, ma ha anche sottolineato come “chiunque avesse guidato quella macchina avrebbe potuto vincere” il mondiale, scatenando reazioni contrastanti tra tifosi ed esperti del paddock.
Un titolo meritato… ma con condizioni favorevoli
Nel suo intervento Montoya ha usato parole di rispetto nei confronti di Norris, riconoscendo il valore del campione del mondo, ma ha subito aggiunto una riflessione importante: “Lando è un campione degno del titolo, ma se guardiamo alla macchina che aveva a disposizione, quasi chiunque sulla griglia avrebbe potuto fare altrettanto”. Il riferimento alla McLaren dominante è chiaro: la MCL39 ha offerto prestazioni e ritmo costanti per tutta la stagione e, secondo il colombiano, ha giocato un ruolo centrale nel risultato finale. Il parallelo con altri grandi campioni della storia – da Max Verstappen in anni recenti, a Michael Schumacher e Ayrton Senna nel passato – serve a Montoya per ribadire che in F1 la vettura è parte integrante del successo e che, spesso, la differenza la fa il pacchetto completo piuttosto che il singolo talento individuale.
Montoya non si è limitato a discutere della macchina, ma ha anche toccato aspetti più sottili relativi all’evoluzione del pilota inglese durante la stagione: secondo lui, Norris ha impiegato del tempo per comprendere pienamente le caratteristiche della sua monoposto prima di iniziare a estrarne il massimo potenziale. “All’inizio ha faticato, poi lui e il team hanno capito come migliorare la macchina e i risultati sono arrivati”, ha osservato, suggerendo che il titolo non è stato un percorso lineare ma il frutto di adattamenti e crescita graduale.
I margini di miglioramento secondo Montoya
Oltre alla macchina, Montoya ha evidenziato alcune aree in cui Norris potrebbe ancora progredire per consolidare la sua leggittimità come campione oltre alla supremazia tecnica della McLaren. Secondo il colombiano, l’inglese ha mostrato grande velocità sia in qualifica che in gara, ma tende a soffrire sotto pressione, specialmente nelle fasi cruciali come i giri decisivi di Q3. “Quando c’è tensione, lui può dare ancora qualcosa in più” è stato il commento di Montoya, che invita Norris a lavorare su questi dettagli per trasformarsi da campione “di contesto favorevole” a dominatore completo della griglia.
Il dibattito resta aperto: per alcuni osservatori il titolo di Norris è pienamente legittimo e frutto di una stagione solida e matura, mentre per altri – come Montoya – la componente tecnica ha pesato in modo determinante nel risultato di campionato, aprendo una riflessione su quanto in F1 il “pacchetto” influisca sul destino di un pilota rispetto al suo talento puro.
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