Le tensioni che hanno scosso la Red Bull Racing negli ultimi mesi non sono passate inosservate nel paddock, e ora arriva un giudizio netto da parte di Günther Steiner. L’ex team principal della Haas, ora protagonista nel mondo dei motori con il suo ruolo in MotoGP, predice che la Casa di Milton Keynes riuscirà a riportare serenità all’interno del team. Tuttavia, avverte, non si tratta di un processo immediato ma di un percorso graduale, che potrà essere determinante per l’approccio alla stagione 2026 in un momento di grandi novità regolamentari e competitive.

La stagione turbolenta e il ruolo di Mekies

Secondo Steiner, il 2025 è stato un anno complicato per la Red Bull sotto il profilo gestionale. La partenza di Helmut Marko dopo oltre due decenni di influenza, unita al divorzio da Christian Horner, ha generato un clima di agitazione e incertezza difficile da ignorare. L’italiano, intervistato da Sport Krone, ha sottolineato che la squadra ha affrontato tensioni più profonde di quanto molti abbiano immaginato, e che il cambiamento non si risolve con un colpo di bacchetta magica. “Ci vorrà un po’ di tempo perché tutto si assesti e si torni a una quotidianità più tranquilla”, ha commentato, evidenziando come ogni processo di ricomposizione richieda pazienza e tempo per consolidarsi. 

Un punto chiave della sua analisi riguarda l’ingresso di Laurent Mekies come nuovo team principal. Steiner vede nel francese un elemento capace di riportare ordine in un ambiente che, alla fine del 2025, ha vissuto momenti piuttosto tesi. Con Mekies al timone, la squadra ha mostrato segnali di stabilizzazione e la possibilità di concentrare nuovamente le energie sugli aspetti tecnici e sportivi, piuttosto che sulle dinamiche interne. Inoltre, Steiner ha ricordato come, nonostante tutto il rumore mediatico, la struttura e il talento presenti nel team – tra cui un pilota di caratura mondiale come Max Verstappen – siano ingredienti solidi per ritrovare competitività. 

Il contesto e gli effetti collaterali

Le parole di Steiner arrivano in un contesto in cui i riflettori sulla Red Bull sono più accesi che mai. Le discussioni tra ex dirigenti e le vecchie dinamiche interne continuano a circolare, alimentate anche da dichiarazioni forti apparse in interviste recenti. Questi strascichi non aiutano certo a gettare acqua sul fuoco, ma secondo l’esperto bolzanino non vanno fraintesi come segnali di rottura definitiva. Al contrario, una volta ridimensionata la tensione, la squadra potrà dedicarsi con maggiore tranquillità all’evoluzione tecnica della monoposto e alla preparazione della stagione che verrà. Anche nel paddock si parla di una fase di transizione, dove l’equilibrio interno sarà cruciale per il successo in pista.

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Sezione: News / Data: Dom 11 gennaio 2026 alle 17:08
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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