La Red Bull guarda al futuro con Isack Hadjar e lo fa senza fretta, ma con un’idea molto chiara: il 2025 non è stato un punto di arrivo, bensì l’inizio di un percorso di crescita destinato a durare anni. A chiarirlo è stato Laurent Mekies, team principal e CEO del team di Milton Keynes, intervenuto in esclusiva ai microfoni ufficiali della Formula 1. Il dirigente francese ha analizzato nel dettaglio la prima stagione del giovane pilota e il suo passaggio in Red Bull. Un’analisi che racconta una fiducia profonda, costruita su progressi concreti e non solo sul talento grezzo.
Una prima stagione oltre le aspettative
Mekies ha definito il primo anno di Hadjar in Formula 1 come “incredibile”, sottolineando come il livello di partenza del pilota fosse già molto alto a inizio stagione. Ma ciò che ha colpito maggiormente la dirigenza Red Bull non è stato solo il talento naturale, bensì la rapidità con cui il francese è riuscito a evolversi gara dopo gara. Secondo il team, Hadjar ha mostrato una capacità di apprendimento rara, riuscendo a fare in pista cose che non era in grado di fare solo poche gare prima. Un segnale chiaro di maturazione tecnica e mentale.
Il valore della crescita nel tempo
Red Bull non vede Hadjar come un progetto da “sfruttare subito”, ma come un pilota da costruire nel medio e lungo periodo. Mekies ha infatti ricordato come molti campioni del mondo abbiano raggiunto il loro massimo solo dopo anni di crescita costante, migliorando risultati e prestazioni stagione dopo stagione. L’approccio del team è quindi orientato alla continuità: accompagnare il pilota, metterlo nelle condizioni di sbagliare, imparare e sorprendere ancora.
Un progetto pluriennale
Il messaggio che arriva da Milton Keynes è chiaro. Hadjar non è stato promosso per “chiudere un capitolo”, ma per aprirne uno nuovo. La Red Bull immagina un percorso che non si esaurisce nel secondo anno, ma che può estendersi anche al terzo e al quarto, seguendo una traiettoria di sviluppo precisa. Un segnale forte, che conferma come il team creda profondamente nel potenziale del giovane pilota.
Le dichiarazioni complete di Mekies
"Isack ha vissuto una prima stagione straordinaria. Il suo punto di partenza a gennaio era già molto alto, ma quello che conta davvero per noi è la capacità di progredire. Crediamo nel talento, ma soprattutto nella crescita. Abbiamo visto Isack fare in macchina cose che non era riuscito a fare solo tre gare prima. Non consideriamo questo come un traguardo, ma come un nuovo inizio. Vogliamo che continui a crescere, a sorprenderci e a stupirci. È ciò che ci aspettiamo nel secondo anno, nel terzo e forse anche nel quarto. Questo è il percorso che immaginiamo insieme".
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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