Il 2026 si avvicina e, mentre le squadre lavorano sottotraccia sui nuovi progetti, in Formula 1 cresce anche una tensione meno visibile ma altrettanto cruciale: quella legata all’interpretazione delle regole. A sollevare il tema è stato Fred Vasseur, team principal della Ferrari F1, che ha acceso i riflettori su uno scenario potenzialmente pericoloso se dovesse emergere qualche zona grigia nei nuovi regolamenti tecnici.

La crescita dei team e la caccia alle zone grigie

Secondo Vasseur, il livello medio delle squadre è aumentato in modo significativo e con esso anche la capacità di scandagliare ogni parola del regolamento. “Negli ultimi anni i team sono cresciuti enormemente e questo significa avere sempre più persone concentrate nel cercare interpretazioni estreme”, ha spiegato il manager francese. Un’evoluzione naturale in uno sport ipercompetitivo, ma che pone anche una sfida enorme alla FIA. “Bisogna mettersi anche nei panni della Federazione: il rischio è arrivare alla prima gara e scoprire che qualcuno ha trovato un’interpretazione fuori scala”. Il timore è quello di presentarsi a Melbourne o in Bahrain con una griglia già spaccata da soluzioni borderline, difficili da correggere senza generare polemiche o strascichi regolamentari.

Innovazione sì, scorciatoie no: la linea sottile

Vasseur distingue chiaramente tra merito tecnico e sfruttamento delle falle normative. “Se qualcuno interpreta meglio le regole e costruisce una vettura più veloce degli altri, fa parte del gioco”, ha sottolineato. Diverso il discorso quando il vantaggio nasce da un cavillo lessicale. “Se invece tutto dipende da una parola ambigua o da una zona grigia, allora diventa un problema serio, persino pericoloso per la Formula 1”. Il riferimento è a precedenti recenti, come soluzioni aerodinamiche al limite che hanno richiesto interventi correttivi a stagione in corso. Con il cambio regolamentare alle porte, la posta in gioco è altissima: “Questa rivoluzione può regalare una delle stagioni più belle di sempre oppure trasformarsi in un incubo, basta un dettaglio fuori posto”. Un monito che suona come un avvertimento chiaro: il 2026 non si giocherà solo in galleria del vento, ma anche tra le righe del regolamento.

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Sezione: News / Data: Ven 09 gennaio 2026 alle 13:40
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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