L’attesa sta per finire e anche in casa Haas il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. A margine della presentazione della nuova monoposto 2026, Oliver Bearman ha raccontato sensazioni, dubbi e aspettative verso una stagione che si preannuncia anomala e imprevedibile. Il giovane britannico, uno dei volti più osservati del nuovo corso tecnico, arriva al debutto dell’anno con entusiasmo ma anche con la consapevolezza che il nuovo regolamento potrà rimescolare completamente i valori in griglia.

Tra pausa invernale e preparazione invisibile

Bearman ha spiegato come la pausa invernale sia stata solo apparentemente tale. Staccare un attimo è stato piacevole, anche se dopo i test c’erano ancora parecchie cose da sistemare, tra simulatore e adattamento al sedile, ha raccontato il pilota della Haas F1. L’ultimo impegno ufficiale risale a pochi giorni prima di Natale, ma il tempo libero è stato comunque sfruttato per ricaricare le energie. Sono riuscito finalmente a stare con la mia famiglia, cosa non così scontata durante l’anno, ha ammesso, sottolineando quanto quell’equilibrio mentale sia fondamentale per affrontare una stagione lunga e complessa come quella che sta per iniziare.

La rivoluzione regolamentare, però, cambia completamente il contesto. È una situazione strana: può essere un vantaggio perché tutti partono più o meno da zero, ma allo stesso tempo è frustrante non avere alcun riferimento reale, ha spiegato Bearman, lasciando trasparire una cauta incertezza condivisa da molti colleghi nel paddock.

Fiducia personale e incognita prestazioni

Guardando al proprio percorso, il britannico non nasconde soddisfazione per quanto mostrato finora. Sento di essere cresciuto molto, anche come pilota di Formula 1. Nella seconda parte dello scorso anno ho fatto un salto in avanti e voglio ripartire da lì, ha dichiarato Bearman, determinato a confermarsi. Prevedere dove si collocherà la Haas, però, resta un esercizio impossibile. Ci sono segnali incoraggianti, ma la verità la scopriremo solo in qualifica a Melbourne, ha aggiunto, indicando l’Australia come primo vero banco di prova.

Secondo Bearman, le prime gare potrebbero riservare sorprese non solo sul piano delle prestazioni pure. All’inizio credo che l’affidabilità farà una grande differenza, ha osservato, lasciando intendere che la stagione 2026 potrebbe essere decisa tanto dalla solidità tecnica quanto dalla velocità assoluta. Un messaggio chiaro in un campionato che promette di essere uno dei più imprevedibili dell’era moderna della F1 Formula 1.

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Sezione: News / Data: Mar 20 gennaio 2026 alle 08:22
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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