Giancarlo Minardi, figura storica della Formula 1, ha rilasciato un'intervista esclusiva ai microfoni di F1-News.eu. Durante la conversazione, ha condiviso il suo punto di vista su vari temi, dalla Ferrari e Hamilton, alla competizione con McLaren e Red Bull, fino ai giovani talenti che stanno emergendo nel motorsport.
Visto l'arrivo di Hamilton, quali ambizioni realistiche può avere la Ferrari per questo 2025?
Le ambizioni dipendono dalla macchina, adesso siamo all'inizio, mancano pochi giorni ai test collettivi in Bahrain. Qui si vedrà, il bel tempo si vede sempre dal mattino. Bisogna vedere cosa hanno fatto i tecnici e se hanno migliorato, eliminato quel gap che c'era, in particolare con la McLaren negli ultimi mesi e negli ultimi Gran Premi della stagione 2024.
Cosa può portare Hamilton?
Hamilton può portare l'esperienza di sette titoli mondiali e l'esperienza di aver lavorato in un top team come la Mercedes. Poi ribadisco, con l'entusiasmo con il quale si è approcciato, è evidente che non è venuto qui, come si dice nel calcio, a svernare. È venuto qui per cercare di dare il suo contributo e possibilmente, come ha detto lui, di vincere il primo titolo con la Ferrari. Poi cosa succederà lo vedremo nelle prossime settimane, se riuscissi a vedere nella palla di cristallo forse giocherei a qualche gioco per vincere. Non sono in grado di dare delle previsioni.Indubbiamente è un grande pilota, in una grande squadra che è da un po' di tempo che sta soffrendo, ma negli ultimi mesi dello scorso anno ci ha fatto anche divertire. Speriamo che abbiano trovato quel quid che mancava per essere alla pari, se non altro, e dopo dipende dai piloti fare la differenza.
Invece, per quanto riguarda Hamilton-Leclerc, come vede la loro convivenza? Può essere un vantaggio o ci saranno tensioni?
Anche qui purtroppo è una questione di macchina nel senso che le tensioni ci sono se la macchina non va. Perché uno è 6 anni che è predestinato e l'altro è sette volte campione del mondo. Se la macchina va, è il cronometro che fa la differenza e deciderà chi dei due è migliore dell'altro.
Quindi, in linea di massima, dipende tutto dalle performance della nuova Ferrari (SF-25)?
È molto importante le performance della macchina perché elimina un problema nel team, poi è chiaro che bisogna gestirli. E per gestirli c'è bisogno che il Team Principal, in questo caso Vasseur, sia in grado di gestire una coppia formata da un ragazzo che è ancora giovane e che ambisce a vincere il primo mondiale, e da un 7 volte campione del mondo. Certamente non sarà facile, ma ribadisco, se si elimina il problema macchina e rimane il problema interno di chi è migliore dei due, poi è il cronometro che decide.
Chi vede come rivali più pericolosi per la Ferrari nel 2025? Norris e la McLaren, o Verstappen e la Red Bull resteranno il riferimento?
Mah, io credo che bisogna seguire quello che è stato il finale dello scorso anno. La macchina in questo momento da battere è prevalentemente la McLaren. Certamente Verstappen non starà a guardare e neanche la Red Bull, però in questo momento io credo che, visto il finale del 2024, la McLaren sia il team da battere, sia per l'accoppiata dei piloti sia per la macchina.
Crede che Piastri possa battere Norris nel lungo periodo, vista la sua esperienza nella F1 con i giovani?
A me è sempre piaciuto tanto Piastri, credo che quest’anno sia un anno importante per lui, perché viene da due stagioni ormai, ha incominciato ad avere un certo tipo di esperienza. Ritengo che sia un pilota molto competitivo e quindi lo aspetto per giudicarlo meglio. Per quello che mi riguarda è un ottimo pilota, metterà in difficoltà Norris.
Lei ha lanciato tanti giovani in F1. Quanto è pronto Antonelli per la categoria regina?
Mah, io credo che non c’entri l’età qui. Il ragazzo è molto maturo, molto preparato, ha avuto un’esperienza positivissima con la Mercedes che lo ha fatto crescere costantemente. Io sono molto fiducioso, d’altronde mio figlio lo ha portato in Mercedes una decina di anni fa. Abbiamo visto subito che era uno con una marcia diversa, lo ha dimostrato nella sua crescita perché si è conquistato, a suon di risultati, quello che è oggi un contratto con la Mercedes, un top team, e quindi sono emozionato perché a Londra, alla presentazione, quando l’ho visto sul palco insieme a Toto Wolff e a Russell, mi sono emozionato nel vedere questo ragazzino che ho visto crescere, che aveva 10 anni e oggi ne ha 18. È un motivo di soddisfazione e orgoglio personale, ma soprattutto come ACI SPORT, perché come scuola federale abbiamo sempre seguito questi ragazzi. Credo che sia pronto per fare il grande salto, è chiaro che dobbiamo lasciarlo lavorare tranquillo e credo di vedere nel futuro qualcosa di bello.
Credo che mi abbia già risposto, ma le faccio un'ultima domanda: se oggi fosse a capo di una scuderia, quale giovane talento sceglierebbe senza esitazione?
È chiaro che in questo momento la scuola sta portando avanti e abbiamo la fortuna di avere Antonelli in Formula 1, Minì e Fornaroli in Formula 2, e Brando Badoer in Formula 3. Quindi il team italiano è rappresentato dal top delle ruote scoperte. Come abbiamo degli ottimi ragazzi nelle ruote coperte, da Fuoco a Rudi (Bicciano), ce ne sono un'infinità che vengono tutti dalle nostre formule minori, che sono stati seguiti con il super corso della scuola federale. Per cui oggi abbiamo una marea di giovani e se avessi un team, uno di questi giovani, certamente lo farei debuttare in Formula 1.
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