L’Audi che verrà in Formula 1 prende forma attraverso scelte mirate e segnali interni sempre più chiari. La promozione di Lee Stevenson a Team Manager rappresenta molto più di un semplice cambio di organigramma: è un tassello strategico nel mosaico che porterà il marchio di Ingolstadt al debutto ufficiale nel Mondiale 2026. Un passaggio che parla di esperienza, metodo e conoscenza profonda delle dinamiche del paddock, proprio mentre la squadra costruisce le proprie fondamenta tecniche e operative.

Un profilo chiave per il progetto Audi

Dopo quasi vent’anni trascorsi a Milton Keynes, Stevenson ha lasciato la comfort zone della Red Bull per abbracciare la sfida Sauber, entrando nella struttura svizzera nel maggio 2024. Non un nome qualsiasi: per lungo tempo è stato il riferimento operativo di Max Verstappen, seguendone l’ascesa e vivendo dall’interno l’organizzazione di uno dei team più vincenti dell’era moderna. La sua promozione a Team Manager arriva in un momento delicatissimo, con Audi impegnata a trasformare Sauber in una realtà completamente nuova. All’interno del team si racconta di una figura capace di dare ordine e direzione, qualcuno che, parlando del progetto, avrebbe sottolineato “la necessità di costruire una squadra solida prima ancora di pensare ai risultati, perché il 2026 non perdonerà improvvisazioni”.

Verso il 2026 tra regolamenti e identità

L’ingresso ufficiale di Audi coinciderà con uno dei più grandi cambi regolamentari della storia recente della Formula 1. Power unit, aerodinamica e filosofia tecnica subiranno una rivoluzione che renderà cruciale ogni scelta organizzativa fatta oggi. In questo contesto, Stevenson diventa il ponte tra passato e futuro: porta con sé la cultura dell’eccellenza Red Bull e la applica a una struttura che vuole crescere rapidamente senza perdere equilibrio. Il lavoro quotidiano a Hinwil, già intensificato negli ultimi mesi, ruota attorno a processi, personale e mentalità vincente. Secondo chi lo conosce, Stevenson avrebbe chiarito fin dal primo incontro da Team Manager che “non si tratta di copiare modelli altrui, ma di creare un’identità Audi riconoscibile, credibile e pronta a reggere la pressione del Mondiale”. Un messaggio che fotografa perfettamente l’ambizione del marchio tedesco in vista della nuova era.

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Sezione: News / Data: Gio 08 gennaio 2026 alle 17:01
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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