Il regolamento introduce un parziale ritorno all’assetto rake per compensare la riduzione dell’effetto suolo, un cambiamento tecnico che potrebbe incidere profondamente sul comportamento delle monoposto. L’assetto con avantreno più basso e posteriore rialzato, già sfruttato con grande efficacia dalla Red Bull tra il 2020 e il 2021, torna quindi al centro del progetto, mentre i carburanti diventano un elemento strutturale attorno al quale viene sviluppata l’intera vettura.

Il ritorno del rake come risposta alla perdita di carico

Il progressivo ridimensionamento dell’effetto suolo ha spinto i progettisti a riconsiderare soluzioni aerodinamiche che in passato avevano garantito prestazioni elevate. Il rake, ovvero quell’assetto caratterizzato da un’inclinazione longitudinale della vettura con il retrotreno più alto rispetto all’avantreno, torna a essere uno strumento utile per recuperare carico aerodinamico in modo indiretto. Questo approccio, come raccolto da Autoracer, consente di aumentare l’efficienza del fondo e di gestire meglio i flussi d’aria, soprattutto nelle fasi di percorrenza delle curve medio veloci. Non si tratta di un ritorno totale al concetto visto nell’era pre effetto suolo, ma di una reinterpretazione moderna adattata a vetture più rigide, più lunghe e con vincoli regolamentari molto più stringenti. La direzione è chiara, trovare soluzioni che permettano di generare stabilità e grip senza forzare eccessivamente il fondo, oggi molto più sensibile rispetto al passato.

Il riferimento Red Bull e le nuove interpretazioni tecniche

L’esempio più citato resta quello della Red Bull dominante nel 2020 e nel 2021, quando l’assetto rake elevato consentiva di massimizzare il carico aerodinamico senza compromettere la velocità sul dritto. Quel concetto aveva permesso di sfruttare al massimo l’interazione tra fondo, diffusore e ali, creando una finestra di funzionamento molto ampia. Nel contesto attuale, i team non possono replicare fedelmente quella filosofia, ma possono reinterpretarla in chiave più controllata, sfruttando micro variazioni di assetto e una gestione più raffinata delle altezze da terra. Questo apre scenari interessanti soprattutto per i team che hanno sofferto maggiormente la perdita di effetto suolo, costretti finora a compromessi estremi tra stabilità e prestazione. Il rake diventa quindi uno strumento di compensazione, non una soluzione assoluta, ma un tassello fondamentale in un puzzle tecnico sempre più complesso.

Il ruolo centrale dei carburanti nel nuovo equilibrio tecnico

Un aspetto meno visibile ma altrettanto determinante riguarda i carburanti, che assumono un ruolo chiave nello sviluppo delle monoposto. Il regolamento è stato costruito tenendo conto delle nuove specifiche dei carburanti, influenzando non solo la power unit ma anche il bilanciamento complessivo della vettura. La gestione dei pesi, la distribuzione delle masse e persino le scelte aerodinamiche vengono condizionate dalle caratteristiche del carburante, che incide su consumi, temperature e strategie di utilizzo dell’energia. In questo scenario, il ritorno parziale del rake si intreccia con una visione più ampia del progetto, dove ogni elemento è interconnesso. L’assetto non è più una scelta isolata, ma il risultato di un compromesso tra aerodinamica, meccanica e gestione energetica, in un campionato che continua a spingere i team verso soluzioni sempre più sofisticate.

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Sezione: News / Data: Gio 08 gennaio 2026 alle 17:24
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate
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