Dietro le linee rivoluzionarie della Ferrari SF-26 c'è la firma di Loïc Serra e del suo team tecnico. Il Direttore Tecnico del dipartimento Telaio ha spiegato la genesi di questa monoposto, nata da un foglio bianco e destinata a navigare in acque inesplorate.

La parola d'ordine: "Flessibilità"

Il terrore di ogni ingegnere nel 2026 è "nascere sbagliati" e non poter correggere il tiro. Per questo Serra ha insistito su un concetto fondamentale: la macchina deve essere modificabile. "Lo sviluppo del progetto SF-26 ha richiesto di adattarci a un quadro regolamentare completamente nuovo", ha dichiarato il tecnico. "Era fondamentale garantire che l’architettura della vettura ci offrisse sufficiente flessibilità per lo sviluppo nel corso della stagione".

In parole povere: se a Barcellona si scopre che una strada aerodinamica non funziona, la SF-26 è strutturata per cambiare pelle senza dover rifare il telaio da zero.

La sfida dell'Aerodinamica Attiva

L'altro grande mostro del 2026 è il sistema che muove le ali in rettilineo e in curva (Active Aero). "In questo scenario, l’efficienza e l’integrazione di soluzioni come l’aerodinamica attiva sono elementi chiave", conferma Serra. La fase di studio è stata lunghissima: "Abbiamo dedicato molto tempo alla fase concettuale per recepire il più possibile il nuovo contesto normativo".

La SF-26 non è solo una macchina, è un laboratorio pronto a reagire.

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Sezione: News / Data: Ven 23 gennaio 2026 alle 11:58
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate
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