Sul tarmac del parcheggio dell’hotel-casinò Caesars Palace a Las Vegas, sabato 25 settembre 1982, si consumò un momento di Formula 1 che mescolava glamour, eccesso e sport al suo stato più puro. Il Gran Premio, valido come ultima tappa del campionato mondiale di quell’anno, rappresentava per la prima volta la terza gara statunitense in una stessa stagione: Long Beach, Detroit e infine Las Vegas. Michele Alboreto, giovane pilota italiano al secondo anno in F1 con la scuderia Tyrrell-Ford, entrò nella leggenda conquistando la sua prima vittoria iridata, un successo che segnò non solo la sua carriera ma anche una pagina importante per la storia della Categoria.
Un circuito fuori dal comune e una stagione da epilogo
Il palco scelto per quella gara era tutto fuorché convenzionale. Il tracciato di Las Vegas correva tra parcheggi e vie adiacenti al Caesars Palace, in pieno deserto del Nevada, su una lunghezza di 3,650 km con 75 giri per complessivi 273,75 km. Le temperature estreme, l’assetto urbane del circuito e la direzione anti-oraria erano elementi che spingevano al limite equipaggi e motori. Proprio in quel weekend, il conto della stagione si chiudeva: la vittoria non avrebbe cambiato il futuro di molti costruttori, ma per Alboreto rappresentava l’attesa consacrazione. La stagione 1982 era stata caotica, con ben undici piloti diversi vincitori e una corsa al titolo piloti decisa solo all’ultima gara: il finlandese Keke Rosberg si laureò campione grazie al quinto posto ottenuto proprio a Las Vegas.
Alboreto: primo successo e nuova via
La qualifica lo aveva messo già in evidenza: partiva in terza fila, dietro le due Renault turbo di Alain Prost e René Arnoux. In gara, la superiorità tecnica di quelle monoposto sembrava indiscussa, ma il caldo ed i consumi penalizzarono i turbo. Arnoux si ritirò al giro 21, Prost accusò vibrazioni ai pneumatici nella parte finale, e lì Alboreto ne approfittò. Al giro 52 superò il leader, mettendo la Tyrrell-Ford al comando e portando a casa la vittoria con oltre 27 secondi di vantaggio sul suo inseguitore, John Watson su McLaren-Ford.
Significato e memoria
Quel successo rappresentò per Alboreto non solo il primo trionfo mondiale ma anche un simbolo della tenacia degli anni in cui vetture aspirate sfidavano i turbo. Per la Tyrrell, era la prima vittoria dal Gran Premio di Monaco del 1978, dopo 71 gare senza salire sul gradino più alto del podio. E per la F1, fu l’ultima prova disputata nel parcheggio del Caesars Palace, prima di una pausa che sarebbe durata oltre quarant’anni: la Formula 1 sarebbe tornata a Las Vegas solo nel 2023.
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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