Andrea Kimi Antonelli ha dominato il weekend in Brasile, chiudendo due volte secondo dietro Lando Norris. Ha superato George Russell con autorità e difeso in modo impeccabile gli attacchi di Verstappen, consolidando una prestazione straordinaria che conferma il suo talento e il grande futuro in Formula 1. Così Jacopo D'Orsi su La Stampa di ieri.
"Ci vuole anche fortuna nella vita, Kimi Antonelli in Brasile se l’è meritata tutta. Quella Mercedes che resiste, colpita all’interno dalla McLaren di Oscar Piastri alla ripartenza dopo la safety-car e finita all’esterno contro la Ferrari di Charles Leclerc, è un mezzo miracolo. Danni lievissimi nonostante la doppia carambola in pochi metri, anzi il secondo impatto – fatale per la gara di Charles, a cui un po’ di buona sorte in più certo non guasterebbe – è stato fondamentale per tenerlo in pista, come un colpo di sponda, consentendogli di inseguire e poi raggiungere il miglior risultato di un’ancora giovanissima carriera. Non è una vittoria, quella è andata a Lando Norris, l’11ª in 11 circuiti diversi grazie alla quale allunga a +24 sul compagno di squadra e mette a fuoco il Mondiale, ma per Antonelli questo secondo posto è come se lo fosse.
Il secondo podio dopo quello di metà giugno a Montreal ha completato un weekend quasi perfetto, forse il primo in cui il baby italiano, 19 anni compiuti ad agosto, giova ricordarlo, si è sempre trovato a suo agio in mezzo ai grandi. Quasi sempre, via. L’eccezione la racconta lui stesso: «Prima della gara avevo le farfalle nello stomaco – sorride –, ma una volta partiti è andata molto meglio».
Due qualifiche e due gare e lui sempre secondo, con quel numero 12 «indossato» a casa di Ayrton Senna, l’idolo alla cui tomba ha voluto rendere omaggio prima di presentarsi a Interlagos. Un altro esame superato, dopo patente e maturità. Mica male, per un rookie. Antonelli sta crescendo dopo mesi di inevitabili alti e bassi, in cui paradossalmente è andato meglio sui circuiti che non conosceva. Lo conferma anche il pizzico di malizia sfoderato nel momento decisivo, per il quale è stato Piastri (10” di penalità) a pagare tutto il conto.
Pregustava un ultimo sorpasso, Super Max, ma Kimi aveva altri piani: «È stato un po’ stressante – ammette il bolognese –, per fortuna ho mantenuto un buon passo. L’incidente? Avevo Oscar a sinistra, poi non l’ho più visto e ho pensato che avesse frenato prima. È un grande weekend che mi dà una super carica».
Toto Wolff si gode la sua scommessa vinta, provando goffamente a nascondere la soddisfazione: «Kimi perfetto? Teniamo i piedi per terra – così il boss Mercedes –, lo sarà quando vincerà una gara e un campionato. Ma questo è un risultato che mi piace». Chissà se uno sguardo, Toto, l’ha dato a Lewis Hamilton, compagno di tante vittorie sostituito proprio da Kimi, ancora senza podio dopo 21 gare sulla Ferrari: «Mi scuso per non essere stato in grado di ottenere un buon risultato - le parole amare di Lewis, costretto a sua volta al ritiro dopo aver tamponato Franco Colapinto -, ma non bisogna arrendersi. Devo continuare a crederci». Il doppio zero per la Rossa è un triste déjà-vu dopo il disastro di fine agosto in Olanda (anche allora Leclerc era stato messo fuori gioco da Antonelli) e costa la retrocessione al 4° posto tra i costruttori. La fotografia dei valori in pista"
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