Crisi temporanea o limite reale?
Dopo aver dominato la prima parte del Mondiale 2025 e conquistato la vetta con la vittoria a Zandvoort, Oscar Piastri sembrava avviato verso il titolo. Tuttavia, nel giro di poche gare, il suo vantaggio si è dissolto e Lando Norris ha preso il comando grazie al successo in Messico. I dati raccontano un calo evidente: nelle qualifiche messicane l’australiano ha accusato 0,588 secondi di ritardo dal compagno di squadra, e in gara il distacco medio è rimasto simile. Ad Austin la tendenza si è ripetuta, con Piastri costantemente più lento di circa tre decimi. Ma, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si tratta di un crollo inspiegabile, bensì di una conseguenza logica delle caratteristiche dei circuiti affrontati.
Tracciati sfavorevoli e numeri rivelatori
Le ultime gare si sono disputate su piste notoriamente ostiche per Piastri: Singapore, Austin e Messico. Negli anni passati, su questi tracciati aveva perso in media quasi un secondo da Norris, con punte di oltre un secondo e tre in Messico. Il calendario ha semplicemente accorpato le tre tappe meno adatte al suo stile di guida, penalizzando la sua costanza. In realtà, i numeri del 2025 mostrano un progresso rispetto al passato: a Singapore ha addirittura preceduto Norris in qualifica, mentre ad Austin e in Messico ha ridotto sensibilmente il divario. È un segnale chiaro che la sua forma non è calata, ma risente di un contesto tecnico momentaneamente sfavorevole.
Il Brasile come possibile riscatto
Con il Mondiale ancora apertissimo e Norris avanti di un solo punto, le prossime tappe potrebbero ribaltare la situazione. Interlagos, Las Vegas e il Qatar sono piste storicamente favorevoli a Piastri: in Brasile ha sempre mantenuto un margine minimo, mentre a Las Vegas è spesso risultato più veloce di Norris. Considerando i miglioramenti complessivi di quest’anno – in media 0,2 secondi guadagnati per tracciato – è plausibile aspettarsi un’inversione di tendenza. Il fattore pista ha inciso pesantemente sulla battaglia interna McLaren e continuerà a farlo. Liquidare Piastri come “in crisi” sarebbe quindi superficiale: il meglio, per lui, potrebbe arrivare proprio dal prossimo weekend in Brasile.
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