Nell'ultimo numero di SportWeek, è presente il racconto dell'importanza di Monza in Italia e del suo ruolo all'interno del motorsport mondiale. Lewis Hamilton - vivendolo per la prima volta da ferrarista - si goduto a pieno lo spettacolo di un pellegrinaggio pagano di spettatori.
"Potete essere tra coloro che ancora ricordano il trionfo di Alberto Ascari nel 1952 — e, tre anni dopo, la sua tragica morte durante un test fuori dai riflettori con una Ferrari, lui pilota Lancia, un fatto oggi impensabile — oppure la vittoria di Ludovico Scarfiotti nel 1966, l’ultimo italiano a tagliare per primo il traguardo nel GP d’Italia. Oppure essere tra chi si commuove pensando a Senna che si toccò con Schlesser, regalando alla Ferrari una doppietta con Berger e Alboreto pochi giorni dopo la morte di Enzo Ferrari nel 1988, unica gara non vinta da McLaren in quella stagione.
Potete aver vissuto il dominio Schumacher nei primi anni 2000, o ricordare la vittoria sorprendente di Sebastian Vettel con la Toro Rosso nel 2008 sotto la pioggia, che lo rese il più giovane vincitore di sempre. Se siete attenti, ricorderete anche quel weekend in cui Sergio Marchionne chiuse bruscamente l’era Montezemolo. O magari avete impressi nella mente i successi più recenti di Fernando Alonso nel 2010 e di Charles Leclerc nel 2019 e 2024.
In ogni caso, chiunque abbia vissuto quei momenti sa cosa rende Monza così speciale. E chi non c’è stato può intuirlo anche guardando la TV: Monza è un pellegrinaggio pagano, con tappe iconiche come la vecchia Sopraelevata (oggi Parabolica Alboreto), la Roggia, la variante Ascari e le due curve di Lesmo, luoghi che gli appassionati conoscono a memoria.
Il rito del Gran Premio ha alimentato passioni in tutte le stagioni: dai primi leggeri spalti di legno sotto tende biancorosse, alle folle che varcavano di nascosto le recinzioni del parco, passando per lacrime, fango, sole cocente e il rosso travolgente della passione Ferrari. Nella memoria si mescolano emozioni forti: le lacrime commosse di Häkkinen al ritiro del 1999, il pianto di Schumacher nel 2000 quando raggiunse Senna in vittorie, e il suo sereno sorriso nel 2006 annunciante il ritiro a favore di Massa."
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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