Il mondo della Formula 1 e la comunità di Padova piangono Valter Dalla Bona, scomparso all’età di 75 anni dopo una breve e fulminante malattia. Un nome noto nell’ambiente dei motori, con un passato importante nella Ferrari di Michele Alboreto, dove aveva lavorato come addetto alle gomme nei gloriosi anni della Scuderia di Maranello. Dalla Bona aveva scoperto la malattia solo pochi mesi fa, quando ormai la situazione era già compromessa. “Non sappiamo neanche noi cosa fosse, non aveva sintomi né sofferenza, tanto che ha lavorato fino a poco prima del ricovero,” ha raccontato il figlio Antonio. “Abbiamo acconsentito all’autopsia, come richiesto, nella speranza che possa servire a salvare altre vite. Purtroppo fa parte della vita: il male non guarda in faccia nessuno.”
Un uomo dei motori e della solidarietà
Oltre alla carriera vissuta tra box, pneumatici e circuiti, Valter Dalla Bona è ricordato per il suo grande cuore e per l’impegno come volontario della Protezione Civile. Un esempio di dedizione e umanità, che la sindaca di Padova Sarah Gaiani ha voluto ricordare con parole commosse: “Con profondo dolore apprendiamo della scomparsa di un caro amico, un uomo speciale, un ferrarista doc ma soprattutto un instancabile volontario di Protezione Civile. Valter ha donato tempo, passione e cuore alla nostra comunità. Sempre presente, sempre pronto ad aiutare, con un sorriso e una parola buona per tutti.” L’amministrazione comunale ha voluto ricordarlo anche per la sua costante disponibilità e la sua capacità di unire il rigore del mondo dei motori con la semplicità di chi vive per gli altri. “Ora ti immaginiamo lassù,” ha aggiunto la sindaca, “dove il rombo dei motori è ancora più forte, a correre tra le nuvole con le Ferrari più veloci del cielo.”
Il legame con la Ferrari e la passione per Alboreto
Negli anni Ottanta Dalla Bona aveva fatto parte del team Ferrari in Formula 1, lavorando al fianco di Michele Alboreto, uno dei piloti italiani più amati di sempre. Un’esperienza che aveva segnato la sua vita e che amava raccontare ai più giovani, trasmettendo con entusiasmo i valori della Rossa e il rispetto per un ambiente competitivo ma umano. Nonostante il tempo passato, il suo orgoglio ferrarista non si era mai affievolito: un vero “cuore rosso”, come lo definivano gli amici.
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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