Oscar Piastri non è il primo leader del mondiale di Formula 1 a vivere un weekend da incubo.
A Baku l’australiano è andato a muro sia in qualifica che in gara, e ha anticipato la partenza al via: tre gravi errori per un pilota che di solito non ne commette mai. È raro per un leader del campionato commettere tutti questi errori, ma non inedito. Come ha ricordato il team principal della McLaren Andrea Stella, anche i più grandi nella storia hanno avuto fine settimana da dimenticare.
Ecco alcuni esempi celebri di leader del mondiale incappati in giornate storte:
Felipe Massa – GP Gran Bretagna 2008
Massa arrivava a Silverstone in testa al mondiale dopo il successo in Francia, ma il weekend fu un disastro. Dopo un incidente nelle prove libere, in qualifica un dado della ruota bloccato lo relegò al nono posto in griglia. In gara, sotto la pioggia, fece cinque testa coda e chiuse ultimo tra i classificati, perdendo la leadership del campionato a favore di Lewis Hamilton.
Michael Schumacher – GP Cina 2004
Campione già matematico, il tedesco partì 19° dopo un testacoda in qualifica e fu costretto a partire dalla pitlane per un problema al motore. In gara ebbe contatti, un altro testacoda e una foratura, finendo solo 12°, mentre il compagno Barrichello vinse.
Sebastian Vettel – GP Germania 2018
Leader del mondiale e in testa alla corsa di casa, il ferrarista uscì di pista a Hockenheim a 15 giri dal termine. Un errore pesantissimo che segnò la sua stagione: Hamilton vinse e da lì in poi Vettel non recuperò più.
Fernando Alonso – GP Canada 2007
Arrivato a Montréal a pari punti con il rookie Hamilton, lo spagnolo fu battuto nettamente in qualifica e in gara uscì più volte di pista, subendo anche una penalità per un pit stop sotto Safety Car. Chiuse solo settimo, perdendo punti importanti per il campionato, mentre il giovane e "inesperto" compagno di squadra britannico dominò.
Lewis Hamilton – GP Ungheria 2015
Hamilton aveva un margine di 17 punti sul rivale compagno di squadra Rosberg, ma una gara disastrosa rischiò di annullare quel vantaggio.
Partito in pole, scivolò al quarto posto alla partenza, uscì sull’erba nel primo giro e poi ebbe un contatto con Ricciardo, rimediando una penalità. Finì sesto in un weekend pieno di errori in un’annata altrimenti impeccabile.
Viene definita da Hamilton stesso “una delle peggiori gare della mia carriera”.
Alain Prost – GP Olanda 1983
Il francese, in lotta per il titolo, perse il controllo in frenata alla Tarzan e colpì la Brabham del rivale per il titolo Nelson Piquet, causando il ritiro di entrambi. Prost perse il mondiale per soli due punti, che avrebbe potuto guadagnare con un risultato pulito.
“È stata colpa mia, ma per me non era un grosso rischio sorpassarlo in questa curva”, disse Prost in seguito all’incidente, mentre Piquet non si dimostrò troppo arrabbiato: “tutti sono esseri umani, tutti possono fare errori”.
Anche i fuoriclasse, insomma, possono cedere alla pressione o commettere errori banali.
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