La qualifica del GP d’Italia conferma che ogni millesimo a Monza pesa doppio: Piastri si prende la terza casella con un giro pulito e chirurgico, dentro un contesto in cui la finestra di performance è strettissima e gli errori non hanno copertura. L’australiano ha letto la sessione con lucidità, raccontando senza enfasi una progressione costruita curva dopo curva: "Nulla di enorme da segnalare, la prima chicane non è stata il punto forte, ma il resto del giro è filato in modo ordinato; la sensazione è di aver condotto una sessione complessivamente solida, ho messo insieme il lavoro fin dall’inizio, ho trovato presto il ritmo e i riferimenti, ma questo fine settimana è di una compattezza incredibile". Dietro quel P3 ci sono dettagli che non finiscono nei freddi tempi: la scelta del traino nel momento giusto per evitare scie troppo pesanti, la gestione pressioni sul dritto di partenza, la frenata alla Prima Variante tenuta al limite senza scavalcare i bump e la percorrenza all’Ascari ripulita giro dopo giro. Il pacchetto della McLaren resta competitivo, ma non dominante: l’impressione nel box papaya è che la gara richiederà massima disciplina nel bilancio tra efficienza e appoggio, con uno sguardo costante al consumo delle posteriori nella scia.
Il quadro competitivo, infatti, parla la lingua della densità: Red Bull ha mostrato riferimenti solidi sul passo e un T3 letale, mentre più di una rivale ha trovato velocità di punta notevole col DRS spalancato. Piastri ha rimarcato il contesto senza giri di parole: "Max e la sua squadra sono apparsi rapidi per tutto il weekend, e a essere trasparenti tante altre realtà hanno viaggiato forte; per noi non è stato un fine settimana comodo". Il riferimento è chiarissimo: Verstappen si è tenuto costantemente nella zona alta dei micro-settori, con un inserimento pulito alla Parabolica-Alboreto e un'ala super limata, mentre chi insegue ha alternato scelte d’ala molto scariche e beam wing di compromesso per tener viva l’anteriore alla Roggia.
"Il risultato non stupisce più di tanto, anche se l’obiettivo sarebbe stare un po’ più su. Se essere primo con vantaggio cambia qualcosa? Ma no, quando se in macchina pensi solo a spingere". .
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