La stagione 2025 si è chiusa con il quarto posto nel mondiale Costruttori per la Ferrari e, oltre alle ovvie valutazioni sportive, si apre ora un confronto tecnico‑economico di grande interesse in vista della Formula 1 2026. Secondo quanto riportato su Motorsport.com, la Scuderia ha perso circa 18 milioni di euro di budget previsti per lo sviluppo a causa della posizione in classifica, ma ha guadagnato una risorsa altrettanto preziosa: ore aggiuntive in galleria del vento, uno strumento aerodinamico che nella F1 moderna può valere molto più di una semplice voce di spesa.
Perché le ore in galleria del vento contano più dei soldi
In Formula 1 il budget cap limita strettamente quante risorse finanziarie un team può investire nello sviluppo, ma esiste un altro “limite” deciso dai regolamenti: quello delle ore di test aerodinamici, tra galleria del vento e simulazioni CFD. Questo meccanismo, pensato per livellare il campo e dare una chance ai team meno performanti di recuperare, assegna più tempo di sviluppo aerodinamico a chi si classifica più indietro e meno a chi va meglio. La Ferrari, con il quarto posto 2025, avrà quindi più ore di wind‑tunnel rispetto alla stagione appena trascorsa, un vantaggio che può tradursi in un’accelerazione sensibile nel perfezionamento della nuova vettura Project 678.
In pratica, mentre un budget più alto può permettere più componenti o investimenti vari, il tempo in galleria del vento è un moltiplicatore diretto della performance aerodinamica: più ore significa poter testare più configurazioni, scartare soluzioni inefficienti, trovare iterazioni favorevoli e ottenere dati di qualità superiore. In un’epoca in cui l’aerodinamica regna sovrana, questa risorsa non è soltanto preziosa — è spesso la chiave per migliorare tempi sul giro e comportamento della vettura su pista.
Un equilibrio da gestire tra sviluppo passato e futuro
Il rovescio della medaglia per la Ferrari è che la riduzione di circa 18 milioni nel budget 2026 deriva proprio da una stagione sotto le aspettative, che ha impedito di incassare premi più consistenti previsti dalla graduatoria Costruttori. Tuttavia, le ore extra di galleria del vento nei primi sei mesi della stagione — ottenute grazie alla posizione 2025 — possono offrire a Maranello una base più solida per lo sviluppo della vettura 2026, in un periodo in cui comprendere i nuovi regolamenti e ottimizzare soluzioni aerodinamiche è cruciale.
Ferrari ha infatti già spostato risorse e ingegneri dallo sviluppo della SF‑25 alla nuova monoposto fin dalle fasi iniziali dell’ultimo anno, proprio per sfruttare ogni minuto possibile di test e analisi. E mentre l’handicap aerodinamico è pensato per favorire un equilibrio tra squadre, il valore strategico delle ore di wind tunnel potrebbe superare quello di molti milioni di euro non spesi, perché traduce tempo di sviluppo in performance concreta.
In un campionato dove ogni decimo conta e l’equilibrio tra potenza, aerodinamica e gestione delle gomme è sempre più sottile, avere la possibilità di “vedere prima” e testare più varianti può essere un vantaggio che nemmeno un aumento di budget da solo può garantire. Per la Ferrari, capire come trasformare queste ore in progresso reale sulla pista sarà una delle chiavi per tornare a lottare stabilmente al vertice nel 2026.
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