C’è un sogno che torna a girare nei paddock della Formula 1: riportare un Gran Premio nel continente africano. Dal 1993, anno dell’ultima edizione del GP del Sudafrica a Kyalami, il Circus non ha più messo piede in Africa e ora voci di candidature da Sudafrica al Ruanda alimentano entusiasmo e interrogativi. A dicembre vi avevamo offerto l'esclusiva proprio riguardo ad un forte progetto presentato sul continente africano, ma al momento la risposta dei vertici della Formula 1 non è una promessa, bensì un invito alla calma: questi progetti richiedono tempo, impegno e investimenti colossali prima di trasformarsi in realtà concreta.

Non solo entusiasmo: la complessità dei progetti africani

Negli ultimi mesi il tema di un ritorno della F1 in Africa ha fatto il giro delle principali sedi di team e media internazionali, con molti tifosi desiderosi di vedere il Circus esteso davvero su tutti i continenti. Tuttavia, come ha spiegato la direttrice incaricata della promozione delle gare per la F1, l’idea di un GP africano rientra nella categoria dei “megaprogetti”. Secondo la dirigente, che ha sottolineato la portata e la scala degli investimenti richiesti per far sì che uno di questi eventi possa esistere, serve molto più che entusiasmo: infrastrutture da costruire o adeguare, economie locali che devono sostenere l’impatto e una visione a lungo termine per assicurare continuità. “Questi piani richiedono capitali enormi e anni di lavoro prima di diventare realtà, ma possono dare ritorni economici impressionanti per le comunità coinvolte”, ha detto, richiamando l’attenzione sulle dimensioni di tali iniziative. :contentReference[oaicite:0]{index=0}

Calendario e limiti: 24 GP restano il tetto

Un altro punto che la F1 ha voluto chiarire è il tema del calendario. La Direzione del campionato ha ribadito che il regolamento attuale e l’organizzazione stessa non prevedono l’espansione oltre le 24 gare stagionali. Questo significa che, anche qualora un GP africano riuscisse a concretizzarsi, non si tratterebbe di un evento aggiuntivo al di sopra di quel tetto, ma richiederebbe una rotazione con altri appuntamenti o un semplice rimpiazzo di una data esistente. La Formula 1 sta anche analizzando possibili modifiche di calendario in altre aree del mondo e idee di rotazione per bilanciare crescita e sostenibilità. “Non prevediamo un aumento del numero totale di GP, ma guardiamo a come ottimizzare il calendario”, ha rimarcato la stessa fonte, indicando che l’obiettivo è consolidare offerte di qualità senza sovraccaricare team e strutture. :contentReference[oaicite:1]{index=1}

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Sezione: News / Data: Lun 19 gennaio 2026 alle 11:03
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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