C'è ancora qualcosa da dare nella carriera di Lewis Hamilton? Nel dibattito sempre acceso sul prossimo mondiale 2026, un nome storico come quello di Johnny Herbert ha gettato benzina sul fuoco con una visione diversa rispetto agli scettici del sette volte campione del mondo. Secondo l’ex pilota inglese, che conosce bene i circuiti e le dinamiche del Circus, il sette volte campione del mondo non ha smarrito ciò che lo ha reso grande: la velocità pura. Anzi, nella nuova era regolamentare delle vetture 2026 con aerodinamica e power unit rivoluzionate, quella dote potrebbe tornare a essere un vantaggio significativo se Hamilton saprà adattarsi alla macchina e se la Ferrari gli fornirà un pacchetto competitivo. Fonte: articolo pubblicato su FormulaPassion.it il 18 gennaio 2026. 

Herbert vede un’opportunità per il campione

L’analisi di Herbert parte da un presupposto cruciale: la Formula 1 sta per voltare pagina con le novità tecniche del 2026 e questo potrebbe essere un momento di rinascita per piloti che, come Hamilton, hanno scritto pagine memorabili del motorsport. Nel pezzo pubblicato su FormulaPassion.it si legge che l’ex pilota ritiene possibile vedere un Hamilton competitivo proprio grazie alla capacità di adattarsi alle nuove monoposto e di sfruttare le loro caratteristiche uniche. “Con queste auto nuove, certi piloti potrebbero trarre vantaggio, e penso che Lewis possa far parte di quelli”, è il concetto chiave espresso da Herbert, che chiarisce come la motivazione e la capacità di reinventarsi possano ancora determinare risultati importanti. 

Herbert non nega le difficoltà vissute dal britannico negli ultimi anni, fase in cui la sua velocità è sembrata appannata soprattutto con vetture a effetto suolo, ma sottolinea che questa non è una qualità che scompare all’improvviso. Al contrario, secondo l’ex pilota, è un attributo che resta latente e può riaffiorare se l’auto e il regolamento favoriscono uno stile di guida più fluido e adattabile. La nuova aerodinamica, la diversa gestione delle power unit e le modifiche tecniche generali potrebbero infatti rendere l’assetto e il comportamento delle vetture più congeniali a un talento come Hamilton. 

Tra aspettative, motivazione e realtà

L’idea di un Hamilton rinvigorito nel 2026 nasce anche dalla considerazione che il successo in Formula 1 non dipende soltanto dalla macchina, ma dall’abilità di ogni singolo pilota di interpretare e sfruttare le situazioni. Herbert ricorda riferimenti storici, come campioni del passato che hanno saputo ritrovare slancio dopo periodi di difficoltà con regolamenti mutati, e vede in questa stagione un’occasione simile per l’inglese. Tuttavia, l’ex pilota evidenzia anche un punto fondamentale: non basta la sola velocità, serve una Ferrari all’altezza per concretizzare un possibile rilancio. “La velocità e l’abilità di guida non spariscono mai: saranno sempre parte dei grandi piloti se uniti a motivazione e macchina competitiva”, conclude Herbert, lasciando spazio a un 2026 che si annuncia ricco di incognite e possibili sorprese. 

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Sezione: News / Data: Lun 19 gennaio 2026 alle 18:00
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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