La voce di un campione del passato spezza il silenzio di un paddock ormai proiettato verso il 2026: secondo Juan Pablo Montoya, Yuki Tsunoda è un pilota che “non è più sui radar di nessuno”, a nemmeno un mese di distanza dalla fine della stagione 2025. Il colombiano, vincitore di sette Gran Premi in carriera, non ha usato mezze misure nel descrivere come nel mondo della Formula 1 moderna la popolarità e l’attenzione possano sparire in fretta, soprattutto per un driver che non ha raccolto risultati di rilievo. L’analisi di Montoya, riportata da FormulaPassion.it e che arriva da un’intervista rilasciata alla versione colombiana di AS, mette in luce un lato crudo dello sport: per emergere e restare, servono prestazioni e continuità, altrimenti si rischia l’oblio. 

Un destino rapido per il giapponese

La parabola di Tsunoda nell’ultimo biennio è stata altalenante. Dopo aver collezionato oltre cento Gran Premi nel Circus senza conquistare un podio, il 25enne giapponese ha visto il suo ruolo nel 2026 ridursi drasticamente: non solo è stato escluso da un sedile da titolare per la nuova stagione, ma sarà impegnato come collaudatore per Red Bull, diventando di fatto invisibile agli occhi di molti tifosi e addetti ai lavori. Montoya non ha nascosto il suo disappunto nel constatare questa rapidità nel dimenticare un pilota che fino a pochi mesi fa era al centro delle discussioni per la doppia promozione a Milton Keynes. “Se non sei un eroe vincente, qui non resti nemmeno un mese nei pensieri della gente”, ha sintetizzato il colombiano, sottolineando la durezza del circuito mediatico che circonda il Circus moderno, dove la memoria collettiva si concentra solo su chi lotta costantemente al vertice. 

La dura realtà del mercato e della competizione

La situazione di Tsunoda non è isolata. Nel motorsport contemporaneo, perdere una stagione senza risultati degni di nota può avere conseguenze immediate: sedili vengono riassegnati, giovani talenti emergono e le opportunità si assottigliano. Il ruolo di collaudatore a Red Bull, pur essendo un compito di prestigio, non garantisce visibilità né possibilità di tornare rapidamente a competere. La scelta della squadra riflette le dinamiche di performance in F1, dove la velocità pura e una serie di risultati solidi diventano valuta indispensabile per restare in griglia. In un ambiente in cui ogni weekend può trasformare un pilota in protagonista o in semplice comparsa, le parole di Montoya su Tsunoda risuonano come un monito sulla fragilità delle carriere nel motorsport più esclusivo al mondo. 

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Sezione: News / Data: Lun 19 gennaio 2026 alle 11:31
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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