Con un numero sempre crescente di ex figure chiave della Red Bull Racing approdate in McLaren, l'arrivo di Max Verstappen rappresenterebbe la ciliegina sulla torta per il CEO Zak Brown. Un'operazione che, se dovesse concretizzarsi, ridisegnerebbe gli equilibri della squadra di Woking e aprirebbe inevitabilmente una domanda: quale dei due attuali piloti dovrebbe fargli spazio? Tra i nomi maggiormente coinvolti nelle indiscrezioni c'è quello di Oscar Piastri, che potrebbe diventare il principale candidato a lasciare il team. Negli ultimi anni McLaren ha infatti accolto diverse figure provenienti dall'ambiente Red Bull, alcune delle quali hanno avuto un ruolo determinante nei successi della squadra austriaca e dello stesso Verstappen. Rob Marshall, Will Courtenay e, in prospettiva, Gianpiero Lambiase rappresentano esempi significativi di questo progressivo trasferimento di competenze e professionalità verso Woking. In questo contesto, l'ipotesi di un approdo dello stesso Verstappen può apparire meno sorprendente, almeno sul piano delle suggestioni di mercato. L'olandese, tuttavia, non avrebbe necessariamente individuato McLaren come prima scelta nell'eventualità di un addio alla Red Bull. Il suo futuro dipenderebbe da diversi fattori, a partire dalla competitività della monoposto e dalle garanzie tecniche offerte dal progetto. Zak Brown non ha mai nascosto la propria stima nei confronti del quattro volte campione del mondo, e l'eventuale disponibilità di Verstappen potrebbe spingere la squadra a valutare seriamente un'opportunità di questo calibro. Anche l'aspetto economico, almeno in linea teorica, non sembrerebbe insormontabile. McLaren è controllata dal fondo sovrano del Bahrain, con un patrimonio stimato di 17,6 miliardi di dollari. Un ingaggio nell'ordine dei 70 milioni di dollari annui, cifra indicata per avvicinarsi alle condizioni economiche attuali di Verstappen in Red Bull, sarebbe certamente un investimento importante, ma potenzialmente sostenibile per una struttura di queste dimensioni. Resta però da capire se la squadra sarebbe disposta a impegnare una somma simile e, soprattutto, a riorganizzare il proprio attuale equilibrio interno.

Quale pilota McLaren dovrebbe lasciare?

Il principale ostacolo all'operazione sarebbe proprio la presenza di Lando Norris e Oscar Piastri, entrambi legati a McLaren da contratti a lungo termine. Norris è il campione del mondo in carica e, agli occhi di molti osservatori, sembra ormai rappresentare il riferimento principale della squadra. Una percezione che McLaren ha più volte cercato di ridimensionare, ribadendo la propria volontà di garantire pari opportunità ai due piloti. La situazione, tuttavia, potrebbe essere osservata diversamente dall'entourage di Piastri. L'australiano ha dimostrato di possedere velocità e ambizione sufficienti per puntare al titolo, ma in una squadra che ambisce a confermarsi al vertice la gestione dei rapporti interni può diventare decisiva quanto la prestazione in pista. L'eventuale arrivo di Verstappen renderebbe ancora più complesso il quadro: difficilmente un pilota del suo calibro accetterebbe un ruolo secondario, e McLaren dovrebbe valutare attentamente quale coppia garantirebbe il miglior equilibrio sportivo. In questo scenario, Piastri potrebbe essere il nome più esposto, non necessariamente per una mancanza di risultati, ma per la possibilità di trovare altrove un progetto costruito maggiormente intorno alle sue ambizioni. La sua partenza, però, non sarebbe una decisione semplice: significherebbe rinunciare a un pilota giovane, già competitivo e con margini di crescita, oltre a dover affrontare le implicazioni contrattuali di un eventuale trasferimento.

Il rapporto tra Webber e McLaren si è raffreddato?

Un elemento che alimenta le speculazioni riguarda Mark Webber, ex pilota di Formula 1 e manager di Piastri. Negli ultimi anni Webber era una presenza frequente nel paddock e nell'hospitality McLaren, dove seguiva da vicino il percorso del proprio assistito. Nel corso del 2026, invece, la sua presenza sarebbe diventata meno assidua. La spiegazione ufficiale è che Piastri abbia ormai acquisito sufficiente esperienza per gestire autonomamente molte delle decisioni legate alla propria carriera. L'assenza più frequente di Webber, da sola, non dimostra quindi l'esistenza di un conflitto con la squadra. Tuttavia, ha contribuito ad alimentare le voci su un possibile raffreddamento dei rapporti, soprattutto tra chi ritiene che Piastri non abbia sempre ricevuto lo stesso trattamento riservato a Norris. Si tratta di una percezione che andrebbe distinta da eventuali fatti accertati: non ci sono elementi sufficienti per considerare dimostrata una frattura tra il manager australiano e McLaren. Se però Webber ritenesse che il proprio assistito non possa esprimere pienamente il suo potenziale all'interno dell'attuale struttura, potrebbe iniziare a valutare alternative. L'obiettivo sarebbe individuare una squadra nella quale Piastri possa giocarsi le proprie carte con maggiore autonomia e, idealmente, diventare il riferimento del progetto sportivo.

Piastri in Red Bull: uno scenario possibile?

Se Verstappen dovesse davvero lasciare Red Bull per trasferirsi a Woking, proprio la squadra austriaca potrebbe diventare una destinazione plausibile per Piastri. L'australiano avrebbe l'opportunità di inserirsi in un ambiente che conosce bene il modo di lavorare di Verstappen e che, dopo un'eventuale partenza del proprio pilota di riferimento, avrebbe bisogno di ricostruire la propria leadership. Una simile operazione, tuttavia, non sarebbe automatica. Red Bull dovrebbe essere in grado di offrire a Piastri un progetto competitivo e garanzie sul futuro tecnico della monoposto; allo stesso tempo, McLaren dovrebbe essere convinta che l'arrivo di Verstappen valga la rinuncia a uno dei suoi attuali piloti. Anche le condizioni contrattuali e la volontà degli stessi protagonisti avrebbero un peso determinante. Per ora, l'ipotesi Verstappen-McLaren resta uno scenario di mercato, non una trattativa da considerare conclusa. Il progressivo arrivo a Woking di figure provenienti da Red Bull rende il collegamento comprensibile, ma non dimostra che il campione olandese sia destinato a seguirle. Se l'opportunità dovesse concretizzarsi, la vera questione non sarebbe soltanto trovare un posto per Verstappen, bensì decidere quale direzione dare al progetto McLaren e quale futuro garantire a Norris e Piastri.

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Sezione: Editoriale / Data: Ven 10 aprile 2026 alle 13:34
Autore: Leonardo Adamo
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