Una Monza più speciale perché la Ferrari ha deciso di ricordare Michael Schumacher in tutti i modi, grazie al trentennale dal suo contratto firmato con la Rossa. Proprio di questo parla Fulvio Solms sulle colonne del Corriere dello Sport di oggi.

"La Ferrari che scende in pista a Monza rappresenta molto più di una semplice monoposto o di una scuderia automobilistica: è cultura, identità e storia dello sport. Elementi nobili, certo, ma che finiscono per appesantire lo zaino delle responsabilità rendendo ogni appuntamento casalingo un banco di prova intriso di pressione. D'altronde, sul tracciato brianzolo si chiede sempre alla Rossa di rispondere alla severa ed esigente eredità del suo fondatore.

Per questo appuntamento, la Scuderia ha deciso di alzare ulteriormente la posta emotiva. Sulle livree delle auto e sulle tute dei piloti campeggia un chiaro omaggio alla celebre vittoria di Michael Schumacher del 1996, vero e proprio elemento propulsore di quell'era d'oro che avrebbe portato ai titoli iridati a catena a partire dal 1999. Un all-in mediatico che accende gli spalti, dove i tifosi sono pronti a spingere la squadra — ed eventualmente a sostenere anche il giovane talento italiano Kimi Antonelli — nel weekend che da sempre rappresenta l'esame di maturità dell'anno.

Lo stesso Enzo Ferrari considerava le aspettative dei tifosi e della stampa come una spinta fondamentale per superare i limiti tecnici, soprattutto sul fronte dei motori, vera ossessione del Drake. Così Monza, da appuntamento centrale, è diventata per Maranello un esame quasi insostenibile: ogni scia in qualifica scatena dibattiti, ogni passo falso viene vissuto come una tragedia e ogni vittoria assume contorni quasi mistici, come un patto d'acciaio stretto tra il Cavallino e il Parco.

Una storia fatta di trionfi indimenticabili: dai primi successi di Alberto Ascari negli anni Cinquanta alla vittoria di Ludovico Scarfiotti nel 1966 (ultimo italiano a trionfare in Brianza), fino alla leggendaria doppietta Berger-Alboreto del 1988, arrivata a un mese dalla scomparsa di Ferrari. Senza dimenticare il primo acuto di Schumacher nel 1996 e l'exploit di un giovanissimo Charles Leclerc nel 2019. Per rinnovare quella magia, Maranello si affida oggi al secondo sviluppo straordinario del motore V6, nella speranza di regalare al suo popolo l'unica cosa che chiede a gran voce: un trionfo sulla pista di casa."

Sezione: Ferrari / Data: Sab 05 settembre 2026 alle 11:15
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.