Perché alla fine l'idea di avere l'ultima gara del mondiale a Imola significare festeggiare in casa. Che sia Andrea Kimi Antonelli o che sia Ferrari sarà festa grande e per questo, ora che Monza fa capolino nelle nostre domeniche, il Corriere dello Sport, sotto la firma di Andrea Cordovani, direttore di AutoSprint, mostra il dilemma tricolore che dovremmo cercare di sbrogliare in questi giorni. 

"In Italia ci sono luoghi in cui la geografia cede il passo al sentimento e la toponomastica lascia il posto al rito. Monza è uno di questi. Tra le piante secolari del Parco, nell'aria si mescolano l'odore di carburante, una nebbia anticipata e il fumo fitto delle salamelle che cuociono sulle griglie già dall'alba. Si tratta di un rito pagano, una migrazione di vessilli e di cuori che si rinnova identica a sé stessa fin dai tempi del bianco e nero, quando Alberto Ascari dominava la scena. Monza non rappresenta soltanto un circuito; è un salotto a cielo aperto in cui ci si accomoda per discutere con foga, col tovagliolo attorno al collo e la lancetta del tempo stretta nella mano sudata.

Stagione dopo stagione, però, lo scenario regala un dolce e inatteso cortocircuito affettivo. La nostra è una nazione storicamente spaccata tra guelfi e ghibellini, a partire dalla rivalità tra Coppi e Bartali, costituzionalmente incapace di non dividersi a metà. In questo momento il riflesso di questa nostra splendida e incorreggibile contraddizione ha il volto di un ragazzo di vent’anni originario di Bologna: Kimi Antonelli. Mostra l'aspetto candido di chi dovrebbe ancora farsi prestare gli appunti di scuola, eppure si trova al comando del Campionato di F1. Guida una Mercedes, il simbolo della precisione tedesca per antonomasia, colorata d'argento e di nero. Ha cinquantanove lunghezze di margine sui rivali: una ricchezza. E stasera, a Monza, prenderà il via dallo sfondo dello schieramento per aver infranto l'ennesimo vincolo del regolamento, costretto a una di quelle risalate che hanno il sapore di fatica, di furore e di leggenda.

Dalla parte opposta della trincea, o per meglio dire degli spalti, risiede la Fede. Quella vera, viscerale e rigorosamente tinta di rosso. A Maranello si perdona di rado, ma la speranza non muore mai. E per questo appuntamento i tecnici si sono preparati al meglio, montando sulle vetture di Leclerc e di un Hamilton l’ultimo aggiornamento del propulsore. Nessuna sanzione, strada sgombra, pronti a dare l'attacco fin dalla staccata della Prima Variante.

È in questo punto che l’Italia si ritrova scoperta, ponendosi domande davanti allo specchio. Come reagirà l'operaio della Brianza, il pensionato giunto in ferrovia da Frosinone o l'appassionato con la sciarpa del Cavallino, quando osserverà la Stella a Tre Punte di Kimi divorare la pista nella sua scalata dietro alle Ferrari? Lo contesterà per consuetudine, per attaccamento al marchio, oppure farà partire un applauso spontaneo? In fin dei conti quel giovane rappresenta un pezzo di noi: non è più l'esordiente che nella passata stagione terminava nono apprendendo il lavoro nel modo più duro, bensì una garanzia che si esprime con la nostra medesima flessione.

Rappresenta il codice di Monza, la memoria storica del tifo dei motori che resiste all'incedere dei decenni. Si tratta di un legame indistruttibile, capace di trasmettere tra le generazioni la medesima passione. La nazione intera è racchiusa in questa scelta della domenica di fine stagione. Risulta impossibile decidere con decisione tra la figura materna (la Ferrari) e il consanguineo (il talento cresciuto in casa). La realtà è che finiremo per voler bene a entrambi, salvo poi criticarli al primo sbaglio durante la sosta e fare la pace la mattina successiva al banco del bar, tra un caffè e i titoli della stampa.

Sezione: News / Data: Sab 05 settembre 2026 alle 11:06
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.