Intervistato da Daniele Sparisci per il Corriere della Sera, Damon Hill ricorda Michael Schumacher, omaggiato a più riprese in questo weekend di Monza causa trentennale del suo approdo in Ferrair. 

"Per me è stato come una pietra affilata che mi ha permesso di diventare più duro, di tirare fuori il meglio. Era spietato esattamente come lo è adesso Max, come lo sono tutti i grandissimi campioni. È proprio la loro mentalità.

Non ho mai avuto l’occasione di avere un rapporto normale con lui se non da avversario. Però mi ricordo una volta, dopo il mio ritiro, quando avevano organizzato un’intervista: mandarono Michael nei panni del giornalista e scoprii una persona del tutto differente, divertente e rilassata. In pista, però, non c’era spazio per questo. Mi ha insegnato tantissimo, soprattutto a spingere i limiti più in là. È già estremamente difficile vincere un titolo o due, ma lui è arrivato a sette: qualcosa di incredibile, per lui non era mai abbastanza."

Sezione: News / Data: Sab 05 settembre 2026 alle 11:05
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
vedi letture
Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.