Il chiarimento tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton c’è stato. Ma per Fred Vasseur chiudere il caso Monza significa anche ricordare che il confronto tra i piloti coinvolge il lavoro di centinaia di persone. È da qui che riparte il team principal Ferrari: ciascuno deve rispondere delle proprie scelte.

Nell’intervista a Motorsport.com, il francese difende la gestione della Scuderia e contesta la ricostruzione di Hamilton sulle regole d’ingaggio. La parità resta il criterio di partenza, senza escludere decisioni diverse qualora la lotta sportiva dovesse richiederle.

Il richiamo di Vasseur dopo il confronto interno

Prima dei sorpassi e delle discussioni pubbliche, Vasseur mette il rapporto con chi lavora in fabbrica e nel garage. È a quelle persone che sente di dover rispondere, ed è lo stesso atteggiamento che pretende dai due piloti. “Devo assumermi le mie responsabilità e tutelare le centinaia di persone che lavorano con noi. A Charles e Lewis ho chiesto esattamente questo: se vogliamo raggiungere dei risultati, ognuno deve fare la propria parte e proteggere il team”.

Il colloquio successivo a Monza è servito anche a ribadire questa impostazione. “Tra Lewis e Charles c’è stato un chiarimento. Da parte mia ho richiamato alcuni punti essenziali del modo in cui conduco la squadra, principi ai quali continuerò ad attenermi”. Vasseur non entra nel dettaglio del confronto tra i piloti. Conferma però il proprio intervento: il chiarimento personale doveva accompagnarsi a un richiamo alle responsabilità verso Ferrari.

Leclerc ha riconosciuto l’eccesso di aggressività

Il francese non chiede ai suoi piloti di ammorbidire ogni giudizio. Le critiche fanno parte del confronto, ma osserva che il loro tono cambia quando si passa dalle conversazioni con la squadra alle interviste.

“Possono anche essere severi, non è questo il problema. Capita però che nei colloqui con noi abbiano toni decisamente più pacati rispetto a quelli usati davanti alla stampa”. Vasseur porta poi l’esempio di Leclerc. Nel racconto pubblico, sostiene, la contestazione al team tende a occupare più spazio dell’autocritica del pilota: “A finire nei titoli sono le accuse alla squadra. Charles, però, ha ammesso anche di aver esagerato con l’aggressività, e questo per me va bene”.

Quell’ammissione è coerente con la richiesta rivolta a entrambi: valutare il lavoro della Ferrari significa anche riconoscere il peso delle proprie decisioni in pista.

La risposta a Hamilton e la possibilità di una gerarchia

Sull’affermazione di Hamilton secondo cui in Ferrari mancherebbero regole d’ingaggio, Vasseur è netto: “Non è una descrizione corretta della situazione. Sarebbe impossibile inserire nei contratti ogni circostanza che può verificarsi durante una gara”. Secondo il team principal, i riferimenti esistono e sono noti a entrambi. Non occorre prevedere ogni singola manovra per stabilire come debba essere gestito il rapporto tra compagni.

“I piloti conoscono bene i nostri principi e sanno che avranno le stesse opportunità. Se poi uno dei due dovesse uscire dalla lotta, potrebbe diventare necessario un mio intervento”.

Per ora Vasseur ribadisce dunque la parità, senza trasformarla in un vincolo assoluto per il resto del campionato. Se servirà una scelta, se ne assumerà la responsabilità. Nel frattempo, lo stesso impegno viene richiesto a Hamilton e Leclerc: correre pensando anche alla squadra che mette in pista entrambe le vetture.

Sezione: Ferrari / Data: Gio 10 settembre 2026 alle 19:08
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
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Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate