Per Max Verstappen il valore di una Formula 1 non si misura dalla velocità raggiunta in fondo al rettilineo. Meglio rinunciare a qualche decina di chilometri orari e ritrovare una macchina leggera, rumorosa e pronta a reagire ai comandi. È la direzione indicata dall’olandese in un’intervista alla BBC, nella quale torna a chiedere il ritorno dei motori V8.

La sua proposta non riguarda soltanto il suono: Verstappen vorrebbe ridurre al minimo il ruolo delle batterie ed eliminare il turbo. Al centro del ragionamento c’è il rapporto tra ciò che chiede il pilota e la risposta della vettura.

Batterie al minimo e niente turbo: la ricetta di Max

Verstappen non esclude completamente una componente elettrica, ma le assegnerebbe un compito molto più circoscritto. “Ridimensionerei le batterie al minimo indispensabile, soltanto per avere una specie di push-to-pass”, spiega. L’idea è quindi conservare un contributo da utilizzare per ottenere una spinta aggiuntiva, senza farne il fulcro della sua Formula 1 ideale.

Altrettanto netta è la posizione sulla sovralimentazione: “Rinuncerei anche al turbo, così da eliminare il problema del turbo-lag”. Il riferimento è al ritardo nella risposta del sistema sovralimentato, un aspetto che Max vorrebbe togliere dall’equazione.

Le due indicazioni seguono la stessa logica: semplificare ciò che il pilota deve gestire e cercare una risposta più diretta. Non è un progetto regolamentare né un annuncio sul futuro della categoria, ma la descrizione delle caratteristiche che Verstappen vorrebbe ritrovare al volante.

La velocità massima viene dopo le sensazioni

Per spiegare quanto conti la guidabilità, l’olandese mette in secondo piano persino uno dei numeri più immediati con cui si racconta una monoposto. “Che si raggiungano i 300 km/h invece dei 350 o 360, per me non cambia”, afferma.

Il confronto serve a chiarire la sua priorità, non a prevedere le prestazioni di un’eventuale vettura con motore V8. Max sarebbe disposto ad accettare una velocità di punta inferiore se in cambio ottenesse il comportamento che cerca.

“La Formula 1 dovrebbe tornare ai V8 anche soltanto per la guidabilità. Abbiamo bisogno di vetture leggere, capaci di reagire subito ai comandi del pilota”. È qui che la richiesta va oltre la nostalgia per il rumore: il motore desiderato fa parte di un’idea complessiva di macchina, nella quale peso e prontezza delle reazioni hanno un ruolo decisivo.

La critica coinvolge anche le precedenti power unit

Il giudizio non risparmia neppure la generazione precedente di propulsori. Verstappen definisce “orribili” anche quelle power unit quando le mette a confronto con un V8, che considera la soluzione migliore per una vettura da corsa.

È una valutazione categorica, legata alle qualità che lui ritiene essenziali nella guida. Nel suo ragionamento, il suono del motore e le sensazioni trasmesse dalla monoposto contano più del dato isolato della velocità massima.

Verstappen chiede dunque una Formula 1 diversa, non semplicemente più veloce. Il ritorno ai V8 è la sua preferenza dichiarata; leggerezza e risposta immediata sono le condizioni con cui vorrebbe accompagnarlo. Anche a costo di leggere un numero più basso sul tachimetro.

Sezione: News / Data: Gio 10 settembre 2026 alle 10:54
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
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Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate