Il Madring è pronto a ospitare domenica il suo primo Gran Premio di Formula 1 e c’è già una curva destinata a diventare il simbolo del nuovo circuito spagnolo. Si chiama Monumental, misura 550 metri e presenta una pendenza che raggiunge il 24%. Un passaggio imponente, pensato per caratterizzare una pista completamente nuova, nella quale un tratto stradale tra gli edifici del quartiere fieristico si unisce a una sezione permanente.

La Monumental è il nuovo biglietto da visita di Madrid

Una pista inedita ha bisogno di tempo per costruire la propria identità. Servono gare, sorpassi, errori e immagini capaci di restare nella memoria degli appassionati. Il Madring, però, sembra aver già individuato il punto attorno al quale sviluppare il proprio racconto: la Monumental. 

Non è una semplice curva inserita all’interno di un progetto lungo 5,416 chilometri. Con i suoi 550 metri di percorrenza e una pendenza del 24%, rappresenta infatti uno degli elementi più riconoscibili del nuovo tracciato di Madrid. Le sue dimensioni potrebbero renderla immediatamente spettacolare anche dal punto di vista televisivo, offrendo una prospettiva insolita sulle monoposto di Formula 1.

Il nome scelto rispecchia l’ambizione dell’opera. La Monumental nasce con l’obiettivo di diventare il riferimento visivo del circuito, quel passaggio che consente di riconoscere una pista dopo pochi secondi. Domenica arriverà il primo vero esame, quando i piloti la affronteranno in gara e dovranno interpretarne traiettoria, carichi e aderenza nell’arco di un intero Gran Premio.

Un circuito diviso tra città e sezione permanente

Il Madring presenta complessivamente 22 curve e propone una configurazione particolare. Una parte del giro si sviluppa su strade collocate tra gli edifici del quartiere fieristico della capitale spagnola, mentre la seconda utilizza un tratto costruito in maniera permanente.

È proprio questa doppia natura a distinguere il nuovo appuntamento di Madrid. Il circuito non può essere considerato interamente cittadino, ma non rientra neppure nel modello tradizionale degli autodromi permanenti. I piloti dovranno quindi adattarsi a caratteristiche differenti all’interno dello stesso giro, cercando rapidamente risposte su una pista della quale non esistono ancora riferimenti raccolti durante precedenti weekend di gara.

Ogni dettaglio diventerà importante fin dalle prime sessioni: l’evoluzione dell’asfalto, il livello di aderenza, la precisione richiesta nei tratti più delimitati e il comportamento della monoposto sulla parte permanente. Le squadre partiranno dalle simulazioni, ma soltanto il confronto diretto con il tracciato permetterà di capire quale compromesso tecnico sarà davvero efficace.

Domenica il primo verdetto della Formula 1

La Monumental potrebbe rivelarsi uno dei punti più delicati da interpretare. Una curva tanto lunga obbliga il pilota a mantenere precisione per diversi secondi, mentre la pendenza modifica il modo in cui la monoposto trasferisce il carico sugli pneumatici. Anche una piccola correzione può compromettere la linea ideale e influenzare ciò che accade nella parte successiva del giro.

Il primo Gran Premio al Madring rappresenterà quindi un salto nell’ignoto per l’intera griglia. Madrid attende di scoprire quale tipo di spettacolo saprà offrire il suo nuovo circuito, ma una certezza esiste già: tutti gli occhi saranno puntati sulla Monumental, la curva con cui la capitale spagnola vuole entrare nell’immaginario della Formula 1.

Sezione: News / Data: Gio 10 settembre 2026 alle 10:29
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
vedi letture
Mirko Borghesi
autore
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate