Pedro de la Rosa ha raccontato uno dei momenti più intensi vissuti dall’Aston Martin durante questa stagione. Dopo mesi di attesa, dubbi e simulazioni, il pacchetto di aggiornamenti portato in Ungheria ha finalmente offerto alla squadra le risposte sperate. Per capire che la monoposto stava funzionando non sono serviti dati o lunghi messaggi radio. All'ambasciatore del team è bastato incrociare lo sguardo di Fernando Alonso al termine dei primi giri.

De la Rosa e i timori prima dell’esordio in pista

Intervenuto nell’ultima puntata del podcast ufficiale della Formula 1, Beyond The Grid, Pedro de la Rosa non ha nascosto la tensione provata nel momento in cui la nuova versione dell’Aston Martin si è preparata a lasciare il garage. La squadra aveva scelto una strada tecnica precisa, ma soltanto la pista avrebbe potuto confermare la validità del lavoro svolto. “Mentirei se dicessi che non fossi molto nervoso. Aspetti e speri per tanto tempo, poi improvvisamente la macchina scende in pista”, ha raccontato lo spagnolo. A preoccuparlo era soprattutto la configurazione particolarmente compatta della monoposto, con pance laterali ridotte e un sistema di raffreddamento che, almeno osservando la vettura dall’esterno, sembrava portato al limite.

“Guardavo la macchina e vedevo delle pance così piccole. I radiatori sembravano i più piccoli che avessi mai visto in vita mia. Ho pensato: ‘Va bene, i dati aerodinamici sono promettenti, ma forse il raffreddamento non sarà sufficiente’”.

Il timore di De la Rosa non riguardava quindi soltanto la prestazione pura. Un progetto aggressivo può produrre numeri incoraggianti in fabbrica, ma deve poi dimostrare di poter funzionare senza compromettere temperature, affidabilità ed equilibrio complessivo. L’esperienza maturata in Formula 1, inoltre, lo ha portato a immaginare immediatamente ogni possibile scenario negativo.

“Inizi a pensare a molte altre situazioni che ho già vissuto, perché probabilmente sono passato attraverso la maggior parte degli scenari indesiderati che possono verificarsi in Formula 1. Questa volta, però, tutto ha funzionato come previsto”.

Alonso rientra ai box: uno sguardo vale più della radio

Il primo momento di sollievo è arrivato dopo il giro d’installazione. La monoposto non aveva evidenziato problemi e all’interno del box Aston Martin la tensione ha cominciato lentamente a sciogliersi. La conferma più importante, tuttavia, è arrivata direttamente da Alonso. De la Rosa conosce il due volte campione del mondo da moltissimo tempo e ha imparato a interpretarne reazioni, gesti ed espressioni. Per questo cerca spesso di posizionarsi davanti alla vettura quando Fernando rientra ai box, così da cogliere immediatamente le sue sensazioni.

“Conosco Fernando così bene che ci basta guardarci negli occhi. Cerco sempre di trovarmi davanti alla macchina quando rientra. Lui guarda me, io guardo lui e capisco esattamente cosa sta pensando. Non ho neppure bisogno di ascoltare la radio”.

Quella volta Alonso non ha evitato il contatto visivo. Il suo sguardo ha comunicato a De la Rosa che gli aggiornamenti stavano producendo gli effetti attesi. Una reazione molto diversa rispetto a quella mostrata in altre occasioni, quando le novità introdotte dalla squadra non avevano offerto un miglioramento concreto. “In passato abbiamo portato degli aggiornamenti e, quando lo guardavo, lui cercava immediatamente di evitare i miei occhi. Quando rifiuta il contatto visivo, capisco che siamo nei guai. In Ungheria, invece, mi ha guardato come per dire: ‘Sì, funziona. C’è’”.

Per De la Rosa è stato “un momento molto emozionante” e uno dei passaggi più positivi dell’intera annata. L’Aston Martin non aveva ancora raggiunto la posizione desiderata, ma era finalmente riuscita a trasformare il lavoro compiuto in fabbrica in un progresso percepibile anche dal pilota. “Bisogna concentrarsi sulle cose che possiamo cambiare, fare e migliorare. Non eravamo ancora dove volevamo essere, ma quello è stato uno dei momenti migliori che abbiamo vissuto finora in questa stagione”.

Il futuro di Alonso e la nuova struttura Aston Martin

La reazione positiva di Alonso ha assunto un significato particolare anche alla luce delle continue discussioni sul suo futuro in Formula 1. De la Rosa, però, ha escluso che la scelta di anticipare o concentrare lo sviluppo della monoposto fosse legata alla necessità di convincere il pilota a restare.

Secondo l'ambasciatore dell'Aston Martin, una decisione così importante non può dipendere dal risultato di un singolo aggiornamento o dalle prestazioni ottenute in un determinato Gran Premio. Alonso valuterà il progetto nel suo complesso, considerando la direzione intrapresa dalla squadra e le sue prospettive.

“Non penso che quella decisione sia mai stata basata sul rischio di perdere qualcuno. Qualunque scelta farà Fernando, bisogna credere in un progetto. Non può dipendere dal fatto che la macchina sia veloce nella gara successiva”.

“Fernando è molto saggio e ha imparato tantissimo. O credi nel progetto oppure non ci credi. Non è una questione legata al fatto che siamo riusciti a migliorare la vettura prima della pausa estiva nella misura in cui ci aspettavamo”.

De la Rosa ha infine affrontato il tema dell’organizzazione interna dell’Aston Martin e del ruolo ricoperto da Adrian Newey. La qualifica di Team Principal, secondo lo spagnolo, non descrive più in maniera rigida le responsabilità di chi la ricopre, soprattutto in una Formula 1 nella quale le strutture dirigenziali sono diventate sempre più articolate.

“Team Principal è un titolo, non una descrizione del lavoro. Adrian lo ha detto molte volte. Siamo fortunati perché abbiamo anche Mike Krack, un Team Principal esperto che ora è responsabile delle operazioni in pista. Quando Adrian non è presente, Mike si comporta come un Team Principal”. La presenza di figure capaci di coprire competenze differenti viene considerata un punto di forza. “Oggi è abbastanza ambiguo stabilire quale sia realmente il lavoro di un Team Principal. Ai miei tempi prendeva tutte le decisioni, mentre ora normalmente c’è anche un amministratore delegato sopra di lui. Penso che abbiamo un’ottima struttura. Finché Adrian si sentirà a proprio agio e competitivo, saremo in buone mani”.

Sezione: News / Data: Gio 10 settembre 2026 alle 09:56
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
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Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate