Un cordolo preso con l’angolo sbagliato, oppure qualche chilometro orario di troppo: al Madring il margine tra un giro veloce e una macchina danneggiata può essere minimo. A raccontarlo è Tuukka Taponen, pilota di Formula 3 della Ferrari Driver Academy e tra i pochi del vivaio di Maranello ad aver già guidato sul nuovo circuito.

Intervistato dal sito ufficiale della Ferrari, il finlandese indica soprattutto un passaggio da tenere d’occhio: la seconda chicane. Un riferimento per Charles Leclerc e Lewis Hamilton, pur con le differenze tra le monoposto delle due categorie.

La seconda chicane mette subito alla prova i piloti

Il rischio, secondo Taponen, non è soltanto quello di esagerare. A Madrid anche lasciare troppo margine può presentare un conto pesante sul cronometro. È questo equilibrio a rendere complicato il primo settore, quello che nella sua esperienza in Formula 3 si è rivelato probabilmente il più difficile.

“Alla seconda chicane tutti sfruttano i cordoli. Basta affrontarne uno con un’angolazione appena sbagliata o con un po’ di velocità in più per rischiare di finire contro il muro”, spiega il finlandese.

Non basta quindi scegliere una linea prudente per risolvere il problema. “Devi guidare sul limite: superarlo anche di poco può significare danneggiare la vettura, ma restarne troppo lontano costa parecchio tempo”.

Per Leclerc e Hamilton sarà un punto da interpretare con attenzione. Taponen descrive ciò che ha incontrato al volante di una Formula 3: la risposta delle F1 sui cordoli andrà verificata in pista, senza trasferire automaticamente le conclusioni da una macchina all’altra.

Le gomme cominciano a scaldarsi già nel primo settore

Il racconto del pilota FDA non si ferma ai muri. Dopo la chicane, le difficoltà cambiano: verso la fine del primo settore arrivano alcune curve veloci e, nella sua esperienza, gli pneumatici iniziano già a risentire delle temperature.

“A quel punto le gomme cominciano a surriscaldarsi un po’. Diventa quindi complicato mantenere velocità e costanza lungo tutto il giro”, osserva Taponen.

La sfida è conservare efficacia anche dopo i primi passaggi. Il finlandese sottolinea infatti che con la Formula 3 si potevano guadagnare o perdere quantità importanti di tempo in ciascun settore: un buon avvio, da solo, non metteva al riparo dagli errori nella parte restante del tracciato.

È un’indicazione da approfondire durante il weekend, più che una previsione sul comportamento delle gomme in Formula 1. Le caratteristiche delle vetture sono diverse e saranno i giri di Leclerc e Hamilton a chiarire quanto quel problema si ripresenterà.

Ventidue curve senza concedersi distrazioni

Sulla distanza, alle difficoltà di guida si aggiunge la fatica. Taponen descrive una pista impegnativa fisicamente nei long run e negli stint di gara, dove la concentrazione deve restare alta anche quando i giri si accumulano.

“Con 22 curve, mettere insieme un giro senza sbavature non è semplice. Negli stint lunghi il circuito si fa sentire anche sul piano fisico e devi rimanere concentrato dall’inizio alla fine”.

La vicinanza delle barriere rende ancora più importante questa continuità: “I muri sono vicini e persino un errore piccolo può avere conseguenze pesanti”. La difficoltà, dunque, non sarà soltanto trovare una volta il passaggio giusto, ma riuscire a ripeterlo.

Il contributo di Taponen offre alla Ferrari alcuni riferimenti concreti: cordoli della seconda chicane, temperature delle gomme e tenuta sulla distanza. Per Charles e Lewis il lavoro sarà capire come affrontarli con una Formula 1, trovando velocità senza consumare quel margine d’errore che al Madring sembra già piuttosto ridotto.

Sezione: Ferrari / Data: Gio 10 settembre 2026 alle 10:48
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
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Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate