Un giovane Charles Leclerc che si confessa, anche nei tratti più intimi. Negli ultimi giorni sono state pubblicate diverse interviste del pilota monegasco in cui sono toccati i lutti che il ferrarisat ha subito durante la sua adolescenza, quello del padre Hervè e del mentore Jules Bianchi. Al Corriere della Sera, Leclerc parla di questo, di Senna e del rapporto tra il padre e The Magic: “Credo che il dolore aiuti a crescere, anche se avrei preferito crescere in un altro modo. Jules e mio padre Hervé sono state le persone più importanti per il mio percorso nel motorsport e averle perdute mi ha permesso di dare peso a ciò che conta e valore relativo a ciò che conta meno. Papà è stato pilota, smise per problemi economici e fondò una piccola azienda di materie plastiche. Di lui ho un ricordo indelebile, un suo abbraccio ai tempi del kart. È la foto più cara, lo sfondo che vedo quando guardo il mio telefonino. Da mio padre arriva anche la mia passione per Ayrton Senna. Corsero insieme una volta, si conoscevano e di Senna mi raccontava per ore durante i trasferimenti in auto per andare alle gare. Descriveva i suoi modi, il suo stile. Ero un ragazzino e non l’avevo mai visto in pista. Così mi sono informato: libri, filmati, documentari. La consapevolezza del talento ricevuto e la sua voglia di migliorare sono straordinarie. La storia di Ayrton mi ha sempre ispirato“.

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Sezione: News / Data: Mer 04 marzo 2020 alle 22:00
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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