La morte del giovane Anthoine Hubert ha sconvolto l'intero mondo dei motori sia per la violenza della dinamica sia per la storia del giovane, legato indissolubilmente al nome di Jules Bianchi e di Charles Leclerc. La questione sicurezza è stata spesso discussa in questa stagione, Lewis Hamilton ha posto l'accento sullo straordinario coraggio, quasi incosciente, dei piloti che gareggiano per l'amore che provano per la disciplina. Jacques Villeneuve, uno che ha sofferto per incidenti mortali in pista, ha parlato di alcuni problemi che andrebbero risolti per rendere più sicure le gare: "Le velocità delle vetture di Formula 2 sono comparabili a quelle delle vetture con cui gareggiavo, ma sfortunatamente sembra che gli chassis non siano altrettanto resistenti. Invece di fare test, i piloti arrivano in pista e guidano come se fossero ancora sul simulatore. È rimasta l’adrenalina ma non c’è più la percezione del rischio e del pericolo. Il secondo problema sono le via di fuga in asfalto. Portano i piloti a pensare che possono prendere maggiori rischi, al contrario di quanto accade con la ghiaia o la sabbia. Crea un falso senso di sicurezza. La via di fuga in quel punto è stata regolarmente allargata negli anni, ma a un certo punto il muro arriva sempre. Oggi è più scioccante che in passato, quando incidenti del genere erano più comuni. Ci sono poche persone nel paddock che hanno vissuto il periodo più pericoloso del motorsport".

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Sezione: News / Data: Lun 02 settembre 2019 alle 10:22
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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