Il Rally Dakar 2026 ha riservato una delle sorprese più interessanti già prima della partenza ufficiale: tra gli iscritti figura infatti un nome noto anche al mondo della Formula 1 e degli sport motoristici in generale, quello di Mark Mateschitz, figlio dell’imprenditore e co-fondatore della Red Bull, Dietrich Mateschitz. Con una mossa che richiama i test anonimi di alcune star del motorsport, Mark si è iscritto alla Dakar sotto lo pseudonimo “Mark Mustermann”, scegliendo di gareggiare nella classe regina T1 alla guida di una Toyota Hilux per vivere l’esperienza senza l’occhio di troppo della stampa e del pubblico.
Un erede miliardario ama le sfide estreme
Mark Mateschitz non è nuovo all’interesse per il mondo dei motori: nato nel 1992, è l’unico figlio del co-fondatore della Red Bull e detiene il 49 % del colosso delle bevande energetiche, con un patrimonio stimato tra i più alti al mondo nella sua generazione di eredi miliardari, spesso indicato da fonti finanziarie come Forbes tra i più ricchi under 40. La sua partecipazione alla Dakar segue anni di preparazione in competizioni off-road e rally raid, con la convinzione personale di misurarsi con una delle prove più dure del panorama motoristico globale. Complice la scelta di registrarsi sotto un nome comune tedesco – “Mustermann” è infatti un equivalente di “Mario Rossi” nei documenti –, anche la sua compagna, la cantante e ereditiera Victoria Swarovski, partecipa alla competizione con un proprio alias “Vic Flip” e in un’altra categoria di veicoli.
Passione e anonimato nel deserto
La Dakar è una delle sfide motoristiche più dure e affascinanti al mondo, con migliaia di chilometri di sabbia, dune e piste roventi che mettono alla prova piloti e mezzi in condizioni estreme. La scelta di Mateschitz di correre sotto pseudonimo richiama quella di altri piloti di alto profilo che in passato hanno voluto confrontarsi con la durezza della gara senza portare subito alla ribalta il proprio nome reale. La coppia Mark e Victoria Swarovski, dunque, si presenta come una delle storie collaterali più intriganti dell’edizione 2026, simbolo di come la Dakar non sia solo corsa e competizione, ma anche esperienza personale, scoperta e passione condivisa per l’avventura off-road.
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Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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