Il confine tra sport e spettacolo si assottiglia sempre di più, soprattutto quando la Formula 1 incrocia le traiettorie dorate di Hollywood. In questi giorni il paddock ha trovato un nuovo protagonista inatteso nel circuito del cinema internazionale, con un’operazione di marketing che sta facendo parlare tanto quanto una pole position inattesa. Il volto della Ferrari diventa parte di una narrazione pop, dove l’immagine vale quanto la prestazione e l’esposizione globale è una moneta che pesa.

Il nome di Charles Leclerc è entrato ufficialmente nel perimetro promozionale di Marty Supreme, il film che vede protagonista Timothée Chalamet. L’attore statunitense interpreta Marty Mouser, un talento del ping pong ossessionato dal successo al punto da spingersi oltre ogni limite pur di emergere. Il progetto, accolto con entusiasmo dal pubblico, sta macinando numeri importanti anche grazie a una strategia visiva riconoscibile: l’arancione diventa la firma del personaggio, un’idea nata dalla sua mania di reinventare le palline da ping pong colorate, trasformata in simbolo virale.

Una campagna virale che conquista le icone

La promozione ha giocato su apparizioni spettacolari e colpi d’occhio pensati per bucare i social: tra questi, la clamorosa presenza di Chalamet in cima alla Sphere di Las Vegas, diventata immediatamente una delle immagini più condivise dell’uscita americana. Dentro questo racconto iperpop entra anche Leclerc, che ha indossato il giacchetto ufficiale Marty Supreme, lo stesso sfoggiato dal talento NBA Victor Wembanyama in occasione del lancio francese del film. Un cortocircuito mediatico studiato per fondere mondi diversi: cinema, sport, moda, intrattenimento globale.

Ferrari e il mondo celebrity sempre più intrecciati

Il dettaglio non passa inosservato: il legame simbolico tra la Ferrari e l’universo delle celebrity si fa sempre più fitto. Chalamet è legato sentimentalmente a Kylie Jenner, sorellastra di Kim Kardashian, oggi compagna di Lewis Hamilton. Un intreccio che sembra disegnare una mappa precisa dell’esposizione mediatica che ruota attorno al Cavallino. Leclerc, con il suo profilo sempre più internazionale, viene così agganciato a una rete di visibilità che va oltre il circuito, spingendo il marchio Ferrari dentro un racconto pop globale. Una dinamica che parla di marketing moderno, di immagine e di come oggi i piloti siano ambassador culturali oltre che sportivi, con riflessi evidenti sulla percezione della Ferrari F1 nel mondo dello spettacolo.

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Sezione: Non solo Formula 1 / Data: Dom 15 febbraio 2026 alle 10:37
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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