Nel pieno della rivoluzione tecnica che sta ridisegnando la F1 Formula 1, l’affidabilità sta tornando a essere una discriminante pesante quanto la prestazione pura. Nei test tra Barcellona e Bahrain non tutte le squadre hanno seguito la stessa strategia di rotazione delle power unit, e le scelte fatte in queste settimane raccontano molto delle priorità e dei timori dei vari motoristi. In questo scenario, la mossa della Ferrari F1 spicca per continuità: un segnale di fiducia nella solidità del proprio pacchetto tecnico mentre attorno si vedono cambi di componenti e aggiustamenti continui.

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A Maranello hanno deciso di non sostituire la power unit tra i test di Barcellona e quelli di Sakhir: Charles Leclerc e Lewis Hamilton stanno girando con lo stesso motore, mentre diversi rivali hanno già montato unità nuove per questo ultimo ciclo di prove. Mercedes F1 ha effettuato il cambio, Aston Martin F1 con la fornitura Honda Racing F1 ha fatto lo stesso, mentre Audi F1 ha addirittura utilizzato due power unit nuove nell’arco della settimana per far fronte ad alcuni problemi tecnici emersi nelle prime fasi di lavoro. Una scelta, quella Ferrari, che pesa in termini di chilometraggio accumulato sulla stessa unità ma che certifica la fiducia nella robustezza del progetto.

Mercedes tra gestione e prestazione

Parallelamente, secondo quanto riportato dall’analista Giuliano Duchessa, la Mercedes starebbe girando con una mappatura prudenziale, rinunciando a circa 25 cavalli di potenza massima. Una scelta che va letta in chiave di gestione del rischio: meglio sacrificare qualcosa sul giro secco e sui long run in questa fase, piuttosto che esporre la power unit a stress eccessivi in un momento in cui l’affidabilità è ancora sotto osservazione. In un quadro tecnico così fluido, la sfida non è solo trovare il picco prestazionale, ma riuscire a sostenerlo nel tempo, senza dover ricorrere a rotazioni continue dei componenti.

L’affidabilità torna decisiva

Il dato che emerge dai box è chiaro: con la rivoluzione regolamentare in atto, l’affidabilità non è più un fattore secondario ma un vero moltiplicatore di competitività. “Qui non vince solo chi va più forte, ma chi riesce a spingere senza fermarsi”, è il ragionamento che circola tra tecnici e piloti. La scelta Ferrari di proseguire con la stessa power unit tra Barcellona e Bahrain va in questa direzione, così come l’approccio più cauto di Mercedes sul fronte della potenza. In una stagione che promette margini sottilissimi, la capacità di macinare chilometri senza intoppi potrebbe diventare il vero spartiacque tra chi lotta stabilmente al vertice e chi è costretto a inseguire rincorrendo soluzioni tampone.

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Sezione: News / Data: Ven 13 febbraio 2026 alle 11:49
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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