La battaglia tecnica sulle power unit del 2026 si sta trasformando sempre più in una partita politica, combattuta lontano dai cordoli e molto più vicina alle stanze dove si scrivono i regolamenti. Dopo le parole di Toto Wolff, che ha messo in guardia sui rischi di modifiche tardive alle norme tecniche e ha puntato il dito su un presunto vantaggio Red Bull nella gestione dell’energia sui rettilinei, il dibattito ha acceso i riflettori sulle manovre sotterranee che accompagnano ogni grande cambio regolamentare in Formula 1.

Il fronte Mercedes e le tensioni sui regolamenti 2026

In casa Mercedes cresce la preoccupazione per l’ipotesi di interventi sulle regole delle power unit, in particolare sul rapporto di compressione. Toto Wolff ha fatto capire come un eventuale ritocco normativo a questo punto del percorso possa incidere pesantemente sul lavoro già svolto a Brixworth, mentre nel paddock si è diffusa la percezione che la nuova unità RBPT-Ford di Red Bull abbia mostrato un’efficienza notevole nella fase di erogazione elettrica sui rettilinei. Una lettura che ha immediatamente spostato il confronto dal piano puramente tecnico a quello politico, con le scuderie pronte a tutelare il proprio investimento.

Chandhok e la partita a scacchi nel paddock

A fotografare il clima che si respira nel paddock è stato Karun Chandhok, che sui social ha riassunto la situazione con una chiave di lettura lucida e disincantata: «È impossibile non sorridere davanti alla politica della Formula 1: RBPT ha cambiato posizione sul tema del rapporto di compressione e ora Mercedes si muove per evitare di finire schiacciata da una maggioranza contraria. È il solito gioco: persone molto brillanti che si affrontano con mosse altrettanto brillanti». Una riflessione che restituisce l’idea di una Formula 1 dove l’ingegneria corre in parallelo alla diplomazia, e dove ogni modifica regolamentare diventa terreno di scontro tra interessi legittimi ma spesso divergenti.

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Sezione: News / Data: Gio 12 febbraio 2026 alle 11:22
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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