Nei test del Bahrain la giornata si accende quando Charles Leclerc decide di aumentare il ritmo, portando la Ferrari F1 su un registro più vicino alla modalità performance. I dati che filtrano dal circuito raccontano una monoposto finalmente più sciolta in rettilineo e un’unità ibrida che sembra accompagnare la spinta lungo tutto l’arco del giro. A colpire, però, è il contrasto con un comportamento telaistico ancora nervoso nei cambi di direzione, dettaglio che invita alla prudenza nelle letture premature di questa fase di F1 Testing in Bahrain.

Velocità di punta e ibrido che accompagna il giro

L’analista Federico Albano, sul suo profilo X, ha descritto una Ferrari che, una volta alzato il livello di spinta, mostra segnali incoraggianti sul dritto: «quando Charles passa alla mappa più aggressiva, la punta di 330 km/h arriva con una facilità che non si vedeva spesso; l’ibrido, per come appare dai riscontri, sostiene l’accelerazione per tutto il giro». Un’indicazione che, se confermata dalle immagini onboard, suggerisce un passo avanti sul fronte dell’erogazione e dell’efficienza del sistema elettrico, tema centrale nella nuova F1 formula 1 a basso carico aerodinamico.

Telaio ancora nervoso nei tratti più tecnici

Accanto alle note positive, restano ombre sul comportamento dinamico della vettura nei settori guidati: «nel cambio di direzione dello snake e nella T10 la macchina dà l’idea di chiedere più del dovuto al pilota, con reazioni che la rendono impegnativa da portare al limite». È qui che il lavoro di messa a punto su assetto meccanico e bilanciamento aerodinamico diventa decisivo, soprattutto in una fase in cui il caldo e il vento del Bahrain complicano la lettura dei long run. La sensazione è che il potenziale ci sia, ma vada incanalato con precisione per evitare che la velocità di punta resti un dato isolato, scollegato dalla costanza sul giro lanciato e dalla gestione delle gomme nel traffico di una F1 oggi sempre più serrata.

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Sezione: News / Data: Mer 11 febbraio 2026 alle 15:31
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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