La vivace fase di test pre-stagione ha riacceso un dibattito velenoso attorno alla Ferrari F1. Dopo che la Scuderia di Maranello ha fatto segnare tempi brillanti durante lo shakedown di Barcellona, l’ex campione del mondo Damon Hill ha lanciato critiche durissime alle tattiche di alcuni team, Ferrarista compresa, accusandoli di mettere in scena “manovre assolutamente inutili” che non riflettono la reale competitività in gara. Le parole dell’inglese sono diventate rapidamente un punto di riferimento nel dibattito tecnico e mediatico che accompagna ogni anno le prove invernali, invitando tifosi e addetti ai lavori a guardare con scetticismo ai tempi sul cronometro piuttosto che alle impressioni superficiali.
Hill ha spiegato il suo punto di vista senza mezzi termini durante il podcast “Stay on Track”, mettendo in guardia contro quella che definisce una “illusione da test”. “Spesso si vedono risultati sorprendenti nei test, ma quasi sempre sono fuorvianti, un divario enorme rispetto a quello che poi succede in gara”, ha detto l’ex pilota di Williams e Arrows, sottolineando come squadre di alto profilo – Ferrari inclusa – tendano a sfruttare carichi di carburante leggeri per scatenare “giri di gloria” e scalare le classifiche provvisorie delle prove. Per Hill, spettacolarizzare i tempi in prova è una mossa che può accontentare tifosi e sponsor, ma che rischia di creare false aspettative quando si arriva alla prima gara vera del campionato.
Test pre-stagione: specchietto per le allodole?
Nel commento di Hill c’è una forte critica alla cultura stessa dei test: un ambiente dove i risultati dei cronometri, spesso privi del peso di condizioni di gara reali, vengono usati come metro di giudizio per prevedere il futuro di una stagione. “Non fidatevi dei tempi che vedete: se si è veloci nei test, può essere fuorviante. Noi ai tempi Williams mettevamo 60 kg di carburante addosso per vedere il vero ritmo, altri lo tolgono per far parlare i numeri”, ha aggiunto, citando pratiche di ieri che secondo lui non differiscono molto da ciò che si vede oggi. Hill critica apertamente chi cerca di impressionare con prestazioni fuori contesto, evidenziando come nel recente passato Ferrari abbia spesso dominato nelle prove senza poi tradurre quella velocità in successi di campionato, ispirando così scetticismo su quanto il “glory run” sia realmente indicativo della performance in pista.
La razionalità prima dell’onda emotiva
Il messaggio dell’ex iridato è chiaro: nei prossimi giorni di test e nei shakedown ufficiali a Barcellona, gli osservatori dovrebbero guardare oltre il cronometro. Piuttosto che celebrare piazzamenti provvisori, secondo Hill è fondamentale analizzare coerenza di ritmo, gestione degli pneumatici e adattabilità della vettura su vari carichi di carburante per capire chi potrà davvero competere per i top team. Nel suo ragionamento, mettersi in mostra con un giro veloce per accontentare sponsor e tifosi può essere “assolutamente inutile”, soprattutto se poi quei dati non trovano riscontro quando le luci dei semafori si spengono per la prima volta in una gara ufficiale.
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