Un nuovo capitolo di tensioni extrapista scuote la McLaren . Dopo le critiche arrivate dall’Australia, il CEO Zak Brown non ha fatto un passo indietro e ha risposto con fermezza alle insinuazioni mosse contro il team papaya al Senato. La vicenda, che affonda le radici in un acceso dibattito sulle “papaya rules” e il trattamento di Oscar Piastri, ha acceso commenti politici e mediatici, spingendo il management di Woking a difendere pubblicamente il proprio operato con parole nette e senza filtri.

Durante una conferenza stampa organizzata alla presentazione della MCL40, Brown ha toccato il tema delle critiche sollevate dal senatore australiano Matthew Canavan nei confronti della McLaren, accusata di favoritismi verso il proprio pilota australiano. Il numero uno della squadra ha scelto di non sottrarsi al confronto: “Ovunque ci siano tifosi e opinioni, ci saranno anche idee confuse e giudizi affrettati, ma non si tratta di nulla di mirato a un paese specifico”, ha spiegato Brown con tono deciso, respingendo l’idea che la McLaren abbia agito in modo improprio nei confronti di Piastri e sottolineando la correttezza con cui la squadra gestisce la comunicazione e lo sviluppo piloti.

Brown contro il “rumore esterno”

Questa non è la prima volta che Brown si trova a dover gestire polemiche esterne mentre la sua squadra naviga in una stagione di grande visibilità. Il manager americano ha spesso ribadito che la McLaren preferisce concentrarsi sui risultati in pista piuttosto che sulle critiche di osservatori esterni o figure istituzionali. In passato, Brown ha dichiarato che è fondamentale non farsi distrarre dal “rumore esterno” e mantenere un focus totale su strategia e performance – principio che ha citato anche in occasione di altri dibattiti all’interno del paddock, sottolineando che i risultati parlano più delle parole. 

Un team sotto pressione

L’eco delle accuse politiche non ha tuttavia sorpreso gli osservatori, considerata la risonanza che la McLaren ha raggiunto con il proprio exploit recente. Dopo aver conquistato traguardi importanti con piloti come Lando Norris e Oscar Piastri, e aver riportato competitività al top della griglia, la squadra sta affrontando una pressione sempre più intensa da parte di media e tifosi di tutto il mondo. La replica di Brown al Senato australiano si inserisce in questo contesto: una squadra che ha voglia di difendere il proprio operato e rispondere a chi, a suo avviso, interpreta male dinamiche interne e scelte tecniche o strategiche. 

La controversia, nata lontano dai circuiti ma con ricadute immediate sull’immagine del team, testimonia ancora una volta quanto la Formula 1 sia uno sport dove la battaglia non si gioca solo in pista ma anche nella percezione pubblica di tifosi, media e istituzioni. La McLaren, da parte sua, sembra pronta a mantenere la rotta senza farsi influenzare da critiche esterne, puntando a far parlare le proprie azioni sul tracciato.

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Sezione: News / Data: Mar 10 febbraio 2026 alle 10:23
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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