Il nuovo ciclo regolamentare della Formula 1 non porta soltanto novità tecniche su aerodinamica e power unit, ma apre anche una frontiera completamente nuova legata ai carburanti sostenibili. Ad evidenziarlo con franchezza è stato Mattia Binotto, responsabile del progetto Audi F1 ed ex team principal della Ferrari, che ha spiegato quanto la qualità del carburante possa influenzare le prestazioni di una monoposto nella stagione 2026. La sua analisi, rilasciata su un podcast tecnico, offre un monito chiaro: avere una miscela non ottimale potrebbe costare secondi preziosi in pista, a fronte di un cambiamento radicale delle regole sui combustibili.
Fuel: non solo “energia”, ma vantaggio prestazionale
Nella sua disamina, Binotto ha sottolineato come i carburanti previsti dal nuovo regolamento non siano un semplice ingrediente da compilare nella scheda tecnica, ma fattori prestazionali capaci di spostare gli equilibri. Secondo l’ingegnere italiano, se un team “azzecca” la propria miscela sviluppata su misura, può guadagnare qualcosa di simile a 10-15 cavalli extra e, in termini di tempo su giro, tradurre quel guadagno in quasi quattro decimi di secondo al giro rispetto a chi avrà un carburante meno performante. “La differenza tra un carburante ben studiato e uno meno efficace può valere quattro decimi o anche mezzo secondo per giro,” ha spiegato, rimarcando quanto la componente chimica e di sviluppo della miscela sia diventata cruciale nella nuova era tecnica.
La riflessione di Binotto non si limita però a fare numeri: rappresenta una fotografia delle sfide che attendono i team nel 2026. La F1 sta attraversando una transizione in cui non solo telaio e aerodinamica contano, ma anche scelte che fino a pochi anni fa erano marginali nell’equazione della prestazione pura. Con carburanti totalmente sostenibili e processi di sviluppo ancora in fase embrionale, la possibilità di incorrere in scelte non perfette può generare gap sostanziali tra monoposto, soprattutto nel corso dei test e delle prime gare.
Un monito nell’era dei nuovi carburanti
Il punto di Binotto si inserisce in un contesto più ampio: la F1, nel 2026, vivrà su una combinazione di rivoluzioni tecniche che vanno dalla power unit alla gestione dell’energia, fino ai carburanti stessi. Le deroga regolamentari concesse per i test pre-stagionali, a causa delle difficoltà di produzione e omologazione dei nuovi carburanti sostenibili, mostrano quanto sia complesso questo passaggio regolamentare. Il Fuel non è quindi solo un elemento da conformare, ma un vettore di performance che può dettare differenze importanti nella prima fase di sviluppo e prova tra squadre. Nel linguaggio del paddock, quattro decimi al giro sono un margine che può determinare posizioni di qualifica, strategie di gara e, alla fine, anche la distanza tra un podio e una zona punti.
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