Nel ritorno alla ribalta grazie al nuovo impegno con Cadillac F1, Sergio Pérez ha ripercorso una delle tappe meno facili della sua carriera: la stagione 2013 con la McLaren. In un mondo come quello della Formula 1, dove ogni singolo dettaglio conta, quel periodo gli ha lasciato più di un rimpianto ma soprattutto un bagaglio di insegnamenti che lo accompagnano ancora oggi, a dimostrazione che anche le esperienze difficili fanno parte della maturazione di un professionista.

Una stagione che ha lasciato il segno

Il passaggio di Pérez alla McLaren nel 2013 era uno di quegli step che ogni giovane pilota sogna: guidare per una delle scuderie più iconiche della Formula 1, subentrando addirittura a una leggenda come Lewis Hamilton. La stagione però non ha portato i risultati sperati, complice una MP4-28 poco competitiva e un adattamento complesso con il team e la vettura. Nel ripensare a quell’anno, il messicano ha sottolineato come non tutto sia stato rose e fiori ma, anzi, proprio nei momenti più duri abbia imparato le lezioni più utili per la sua carriera futura. “Quell’anno mi ha mostrato cosa significa gestire frustrazioni e difficoltà a un livello altissimo, e mi ha insegnato a essere più rigoroso nel mio approccio alla professione,” ha raccontato Pérez ricordando le pressioni e le sfide vissute con il team di Woking. La capacità di analizzare dove e perché si è lento, come affrontare i problemi e come mantenere lucidità nei momenti bui sono diventati pilastri del suo modo di affrontare ogni weekend di gara. 

La chiave, per lui, non è stata semplicemente sopravvivere a una stagione complicata, ma trarre valore dall’esperienza stessa. Guardando indietro, Pérez ricorda come la McLaren lo abbia spinto a riflettere sulla propria mentalità e sui comportamenti da seguire in un team di prim’ordine, con aspettative altissime anche fuori dalla pista. Quella riflessione l’ha aiutato a diventare un pilota più completo e consapevole, capace di guardare oltre i risultati immediati e comprendere l’importanza di preparazione, comunicazione e atteggiamento mentale. 

Dalla grande delusione alla resilienza futura

La stagione con la McLaren non è stata solo una lezione tecnica, ma una dimostrazione di quanto sia cruciale nella F1 la resilienza personale. Pérez, che oggi guarda con entusiasmo al suo ritorno al volante della Cadillac, ha usato quell’esperienza come carburante per costruire una carriera lunga e ricca di soddisfazioni, con vittorie e podi in diverse scuderie. L’episodio con McLaren, più che un semplice capitolo in una carriera, è diventato un punto di riferimento per il suo modo di rapportarsi con ogni nuova sfida, dimostrando che a volte i momenti più difficili sono quelli che forgiano un carattere più solido e professionale. 

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Sezione: News / Data: Dom 08 febbraio 2026 alle 22:01
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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