La Formula 1 del 2026 si annuncia rovente, con Mercedes indicata da tutti come la super favorita per il titolo. Ma c'è un retroscena che fa discutere: l'ex campione Juan Pablo Montoya ha lanciato una bomba durante i recenti test di Barcellona. Secondo lui, la W17 dei tedeschi ha tenuto il piede premuto sul freno, nascondendo un potenziale mostruoso. Immaginate: quattro secondi più veloci, un abisso che ribaltarebbe ogni pronostico. Questo "nascondino" strategico riaccende i dubbi su chi dominerà davvero la stagione.

Montoya, con la sua esperienza da veterano della Ferrari e non solo, non ha giri di parole. Nei test sul circuito catalano, ha osservato da vicino le sessioni della Mercedes e ha notato come il team di Toto Wolff abbia marciato con cautela, quasi a voler mascherare le vere carte. "Quei ragazzi durante i test di Barcellona si sono trattenuti parecchio, potevo vedere che non spingevano al massimo, e credo che con il loro potenziale reale potessero staccare tutti di tre o quattro secondi buoni", ha dichiarato l'ex pilota colombiano, lasciando tutti a bocca aperta. Una rivelazione che arriva in un momento chiave, mentre i rivali come Ferrari e Red Bull cercano di chiudere il gap con aggiornamenti frenetici.

Il bluff dei test: strategia o superiorità reale?

Quei giri lenti della Mercedes non erano casuali. Squadre come la Ferrari F1 hanno sudato per limare decimi preziosi sulla SF-26, ma se Montoya ha ragione, le frecce d'argento potrebbero avere un vantaggio strutturale enorme. Pensate ai regolamenti 2026, con i nuovi motori ibridi e l'aerodinamica estrema: chi ha nascosto meglio le armi ha già mezzo mondiale in tasca. Gli ingegneri di Brackley, noti per i loro giochetti psicologici, potrebbero aver dosato i long run per non spaventare la concorrenza troppo presto. E mentre Lewis Hamilton e George Russell sorridevano ai microfoni, sotto traccia la W17 girava con setup conservativi, mappature motore depotenziate e assetti da "risparmio gomme". Un classico della Mercedes, che negli anni ha spesso stupito al debutto stagionale.

Montoya, il profeta controcorrente

Non è la prima volta che Montoya fiuta l'inganno in pista. Con un passato da vincente in IndyCar e F1, l'uomo ha un occhio clinico per queste dinamiche. "Ho visto come si comportavano, non andavano al limite, era evidente che tenevano qualcosa di nascosto, e quel qualcosa vale tre, forse quattro secondi sul giro secco", ha ribadito, alimentando speculazioni infinite. Per la F1 di oggi, questo significa che il dominio Mercedes non è solo chiacchiera da bar, ma una minaccia concreta. Ferrari e McLaren, che nei test hanno impressionato, ora devono ricredersi: i tedeschi potrebbero aver lasciato briciole per far credere a un duello serrato. La stagione 2026 parte con un interrogativo gigante: quanto è profondo quel serbatoio di prestazioni? I fan trattengono il fiato, mentre i team rivali affilano le armi per Bahrain.

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Sezione: News / Data: Sab 07 febbraio 2026 alle 10:12
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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