La nuova Ferrari SF-26 inizia a raccontare una storia interessante, fatta di scelte controcorrente e segnali incoraggianti arrivati fin dai primi chilometri. A Barcellona, durante lo shakedown, la monoposto 2026 di Maranello ha mostrato una crescita solida senza ricorrere all’S-duct laterale, soluzione ormai diffusa tra i top team. Un’indicazione chiara della fiducia del reparto tecnico in un progetto che punta tutto su efficienza aerodinamica, raffreddamento interno e coerenza tra pista e simulazione, più che su scorciatoie concettuali.

Niente S-duct laterale ma una base aerodinamica già solida

La SF-26 ha affrontato i primi giri catalani con una configurazione volutamente “pulita”, concentrata sulla raccolta dati piuttosto che sulla ricerca della prestazione assoluta. L’assenza dell’S-duct sulle fiancate non è stata percepita come un limite: il raffreddamento affidato alla testa in acciaio della power unit e alla gestione interna dei flussi ha garantito stabilità termica e margine di sviluppo. A Maranello filtra soddisfazione per la correlazione tra galleria del vento e pista, un tema che negli ultimi anni aveva spesso complicato la crescita delle monoposto rosse. Il simulatore, aggiornato di recente, ha restituito sensazioni più fedeli ai piloti, con riscontri che hanno rafforzato la direzione tecnica scelta.

Verso il Bahrain con nuovi sviluppi e obiettivi chiari

Il lavoro svolto a Barcellona è stato solo il primo tassello. La Ferrari F1 si presenterà ai test del Bahrain con un pacchetto di aggiornamenti già pronto, pensato per iniziare a spingere di più sul fronte prestazionale. In Catalogna l’attenzione era rivolta soprattutto all’integrazione tra telaio e power unit, con la conferma dell’affidabilità della 067/6, testata con esiti positivi anche da Haas. Interessante la scelta dell’airbox triangolare, evoluzione di un concetto già visto nel 2025, con il raffreddamento gestito prevalentemente all’interno delle pance. Una soluzione che consente fiancate più rastremate e un miglior controllo dei flussi verso il posteriore.

Struttura tecnica rafforzata e attenzione alla qualifica

Il progetto SF-26 nasce sotto la supervisione di Loic Serra e può contare su un innesto strategico come Guillaume Dezoteux, arrivato da Racing Bulls nel ruolo di performance operation manager. Un tassello chiave per affinare i processi decisionali e la lettura dei dati in pista. Dal punto di vista concettuale, la monoposto punta a massimizzare carico ed efficienza senza aumentare la resistenza aerodinamica, sfruttando anche un motore endotermico capace di lavorare a temperature più elevate e con una massa radiante ridotta. Il vero banco di prova arriverà con le simulazioni di qualifica: lì emergerà il potenziale reale della SF-26, chiamata a dimostrare che la strada scelta può riportare la Ferrari stabilmente ai vertici della F1 2026.

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Sezione: News / Data: Ven 06 febbraio 2026 alle 16:30
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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