L’arrivo di Adrian Newey in Aston Martin non è stato solo un cambio di scrivania, ma un vero ribaltamento concettuale. Il progettista più influente dell’era moderna ha messo subito le cose in chiaro: la monoposto del nuovo ciclo regolamentare non dovrà brillare subito, ma crescere nel tempo. Un approccio controcorrente rispetto a molte scelte viste negli ultimi anni, che punta a costruire una base tecnica solida prima di inseguire la prestazione assoluta. È da questa visione che nasce la nuova Aston Martin, pensata per evolversi e non per esaurire il proprio potenziale dopo poche gare.

Fondamenta prima di tutto sviluppo prima della prestazione
Nel suo primo intervento pubblico da uomo chiave del progetto Aston Martin, Newey ha spiegato chiaramente la direzione intrapresa. “Abbiamo cercato di realizzare qualcosa che potesse offrire un margine di crescita importante”, ha raccontato, sottolineando come l’obiettivo principale sia evitare una vettura immediatamente ottimizzata ma incapace di evolversi. La scelta è stata quella opposta: concentrarsi sugli elementi strutturali, sulla piattaforma aerodinamica e sul comportamento di base della monoposto, lasciando margine di intervento su ali e carrozzeria durante la stagione. “Preferisco una macchina che abbia spazio per migliorare, piuttosto che una già al limite fin dall’inizio”, è il senso del ragionamento riportato da RacingNews365. Una filosofia che guarda al campionato come a un percorso, non a una fotografia scattata nelle prime gare.

Alonso e Stroll al centro dopo le difficoltà recenti
Il nuovo corso nasce anche dalle criticità emerse con la generazione precedente di vetture a effetto suolo. Newey non ha nascosto i problemi vissuti dal team: “Le monoposto dal 2022 al 2025 sono diventate sempre più difficili da guidare e la nostra era uno degli esempi più evidenti”. Da qui la volontà di costruire una macchina più prevedibile, che permetta a Fernando Alonso e Lance Stroll di estrarre prestazione con continuità. Il lavoro con i piloti sarà costante, perché la guidabilità è considerata un requisito tecnico, non un compromesso. Quanto al suo nuovo ruolo, Newey ridimensiona le etichette: “Più che il titolo conta dare una direzione chiara e capire cosa serve davvero alla squadra”. Una frase che racconta bene l’approccio pragmatico con cui Aston Martin prova a costruire la propria ambizione iridata, come riportato da RacingNews365.

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Sezione: News / Data: Gio 05 febbraio 2026 alle 13:03
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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