La nuova Formula 1 non concede sconti a nessuno, nemmeno a chi sta muovendo i primi passi nel Mondiale. I test di Barcellona, con le loro caratteristiche tecniche estreme, stanno facendo emergere verità che vanno oltre il cronometro. Tra queste c’è una consapevolezza che ha colpito anche Oliver Bearman, chiamato a confrontarsi con una generazione di vetture profondamente diversa dal passato recente. Un impatto diretto, quasi emotivo, che racconta meglio di qualsiasi dato cosa significhi guidare la F1 che verrà.

La gestione dell’energia cambia il modo di guidare
Durante le giornate in Catalogna, Oliver Bearman ha messo a fuoco uno degli aspetti più complessi delle nuove power unit: la gestione dell’energia. Il pilota Haas F1 ha spiegato come Barcellona rappresenti uno scenario particolarmente severo, con poche frenate vere e una richiesta energetica continua. In discorso diretto, rielaborato ma fedele al senso, Bearman ha raccontato: "qui è tutto più complicato, perché è una pista che mette in crisi il recupero di energia. Senza grandi staccate, diventa difficile accumulare quello che serve". Una difficoltà che si traduce in clipping, gestione forzata della potenza e in una guida meno istintiva rispetto al passato. È proprio questo l’aspetto che ha colpito di più il giovane britannico, costretto a ripensare approccio e ritmo giro dopo giro.

Più leggerezza e carico ma con un prezzo da pagare
Non tutto, però, è negativo. Bearman ha riconosciuto anche elementi incoraggianti della nuova generazione di monoposto. "la macchina è più leggera, si sente più agile nei cambi di direzione, e il carico aerodinamico resta impressionante", ha spiegato, sottolineando come le nuove regole non abbiano cancellato del tutto le sensazioni tipiche della Formula 1. Il confronto con il passato resta inevitabile: "veniamo da anni con vetture che probabilmente avevano il massimo carico mai visto. Era chiaro che ci sarebbe stato un passo indietro, ma quello che c’è ora è comunque notevole". La vera frustrazione, però, resta legata all’elettrico. "dover pensare continuamente all’energia, al rilascio e al recupero, è la parte più fastidiosa. Sulla carta lo sai, ma provarlo davvero per la prima volta è quasi triste". Una sensazione sincera, che racconta il volto più umano di una transizione tecnica destinata a cambiare profondamente il modo di guidare in F1 oggi.

Parole chiave: f1 news, ferrari f1, f1, f1 formula 1, f1 oggi, Oliver Bearman, Haas F1, power unit F1

Sezione: News / Data: Mar 03 febbraio 2026 alle 12:36
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
vedi letture
Paolo Mutarelli
autore
Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
Print