Il dibattito sui nuovi regolamenti motoristici di Formula 1 si accende, e questa volta a far rumore è la posizione della Red Bull. Con il 2026 alle porte, l’ingresso della nuova generazione di power unit porta con sé limiti, controlli e strumenti pensati per livellare le prestazioni. Ma a Milton Keynes qualcuno vorrebbe un confronto più diretto, senza troppi paletti. Le parole che arrivano dal reparto motori raccontano una visione chiara: la competizione dovrebbe tornare a essere una sfida tecnica totale, senza freni artificiali.

La visione Red Bull su una Formula 1 senza catene

A esprimere apertamente questo pensiero è stato Ben Hodgkinson, direttore tecnico di Red Bull Powertrains, che non ha nascosto una certa nostalgia per un confronto più libero. “Personalmente eliminerei l’omologazione e lascerei spazio a una battaglia tecnica a viso aperto, è questo il tipo di Formula 1 che mi piacerebbe vedere”, ha spiegato, chiarendo come l’attuale quadro normativo sia già sufficientemente restrittivo. Secondo Hodgkinson, tra tetto di spesa e limiti alle ore di banco prova, il margine di manovra è già ridotto al minimo. “Con il budget cap e i vincoli sui test al banco, credo che ci siano già abbastanza barriere senza aggiungerne altre”, ha sottolineato, ribadendo comunque che il sistema premia chi lavora meglio e con maggiore visione tecnica.

Tempi lunghi e dubbi sull’efficacia dell’ADUO

Il nodo principale, però, riguarda la natura stessa dei motori. Hodgkinson ha evidenziato come lo sviluppo di una power unit non possa essere paragonato a quello di un telaio. “Ciò che spesso sfugge a chi scrive le regole è che un’idea sui motori richiede molto più tempo per diventare realtà rispetto a una soluzione aerodinamica”, ha spiegato, ricordando che ogni modifica coinvolge un intero parco propulsori, non solo due monoposto. Aggiornare fino a dodici unità richiede pianificazione, produzione e test, con componenti di altissima precisione che possono avere cicli di fabbricazione anche di tre mesi. In questo contesto, il sistema ADUO viene visto come uno strumento utile ma non risolutivo. “Può servire a riequilibrare i valori, ma se dopo sei gare puoi già introdurre aggiornamenti, l’effetto rischia di essere limitato”, ha osservato Hodgkinson, lasciando intendere che la vera sfida del 2026 non sarà solo tecnica, ma anche regolamentare.

Parole chiave: f1 news, ferrari f1, f1, f1 formula 1, f1 oggi, Red Bull F1, motori F1 2026, Red Bull Powertrains

Sezione: News / Data: Lun 02 febbraio 2026 alle 19:11
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
vedi letture
Paolo Mutarelli
autore
Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
Print