La pre-stagione F1 a Barcellona ha regalato emozioni, sorprese e qualche colpo di scena, e nel mezzo di tutto c’è la storia di Isack Hadjar, il nuovo pilota della Isack Hadjar con la Red Bull Racing. Dopo un primo giorno in cui ha dominato la classifica e portato a casa dati preziosi, il ragazzo francese ha urtato le barriere durante il secondo giorno di shakedown, sotto la pioggia al Montmeló, mettendo in pausa il programma di lavoro del team. Malgrado il colpo e il tempo perso, Hadjar non ha perso la lucidità e ha parlato a mente serena di quanto fatto e di ciò che lo aspetta.

Il resoconto dello shakedown e il commento di Hadjar

Il giovane talento ha iniziato lo shakedown con grande ritmo, accumulando ben oltre cento giri e fornendo alla squadra una mole di informazioni tecnica fondamentale in vista della stagione 2026. Ma nel secondo giorno, mentre il meteo peggiorava e la pista si faceva scivolosa, è arrivato l’incidente che ha danneggiato la RB22 e costretto la squadra a fermarsi per valutare i danni. Nonostante il colpo, Hadjar ha poi spiegato come vede la sua esperienza: “È stato un peccato quell’uscita di pista, ma ho preso confidenza con la macchina e già capisco dove dobbiamo lavorare. Anche se non è andata come speravo, c’è tanto da imparare e miglioreremo”, ha detto, mostrando maturità e un atteggiamento propositivo verso i prossimi impegni. 

La sua visione del lavoro con la nuova vettura è stata chiara: il francese ha sottolineato come la RB22, pur nuova di zecca e con regolamenti completamente rivisti, offra opportunità di crescita e un feeling più prevedibile rispetto alle macchine della generazione precedente, soprattutto grazie alle novità aerodinamiche e alla power unit. Pur consapevole che rimane molto da fare, Hadjar ha lasciato intendere che il crash non comprometterà il suo approccio alla stagione e che è pronto ad affrontare ogni curva con determinazione.

Le implicazioni per Red Bull e il prosieguo dei test

Dal punto di vista del team, l’incidente non è solo un episodio isolato ma un monito su quanto sia delicata la fase attuale della preparazione. Il boss tecnico della squadra, Laurent Mekies, ha ammesso che valutare l’entità dei danni e decidere quando tornare in pista è stata una priorità nelle ore successive al crash, con riscontri contrastati sul quando Red Bull potrà completare ulteriori giri durante lo shakedown.

Non è un mistero che la casa di Milton Keynes stia lavorando a un motore completamente in-house per il 2026, un progetto ambizioso che ha già mostrato segnali positivi nei primi test ma che richiede ancora sviluppo e affidabilità. I rimandi della sessione catalana e gli stop forzati imposti dal meteo hanno complicato il programma, ma l’atteggiamento di Hadjar riflette quello di una squadra pronta a trasformare ogni difficoltà in un’opportunità di crescita. Guardando oltre l’incidente, il francese ha ribadito che il suo obiettivo resta chiaro: iniziare l’anno nel migliore dei modi e costruire passo dopo passo verso i risultati che tutti si aspettano nel Circus. 

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Sezione: News / Data: Dom 01 febbraio 2026 alle 11:51
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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